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Narciso Group

La sanificazione di aree sportive e fitness, attrezzature training, aree ludiche e giochi, è diventata importante, se non dire fondamentale, al giorno d’oggi dopo la pandemia mondiale causata dal Covid-19. Sanificare un ambiente e/o un attrezzo/oggetto/strumento, è diventata una necessità quotidiana. Con questo non vogliamo affermare che prima del Covid-19 la sanificazione e l’igenizzazione delle superfici venisse trascurata ma oggi si deve avere ancora più accortezza, nel quotidiano, per la pulizia con detergenti alcalini di tutte le superfici.

E’ da fare un’ulteriore considerazione, valida sempre: un ambiente organizzato, moderno, ordinato e pulito, è sicuramente un ottimo (biglietto da visita) per gli utilizzatori, che si parli di un centro sportivo, di parco giochi, di una scuola dell’infanzia oppure di un istituto per anziani.

Ma facciamo chiarezza su alcuni punti: la differenza tra “pulizia” e “sanificazione”.

Per pulizia si intende la rimozione di materiale solido o liquido, visibile ad occhio nudo, che viene rimosso manualmente o meccanicamente (es. foglie). E questa è la prima fase da eseguire, il primo passaggio importante.

Per sanificazione si intende la rimozione radicale di batteri o agenti contaminanti che, con la classica pulizia, non si riesce a rimuovere.

Una classica sanificazione consiste nell’utilizzo di prodotti appositi per la rimozioni dei batteri.

Una buona e più completa sanificazione consiste nell’utilizzo di prodotti appositi per la rimozioni dei batteri e, successivamente, di detergenti. Esistono anche, in commercio, detergenti–sanificanti, ossia 2 prodotti in 1 che servono a riportare i valori microbici entro lo standard igenico richiesto. Ogni sanificazione dipende dall’ ambiente di riferimento:

-dall’azione sanificante del prodotto (più o meno concentrato);

-indoor o outdoor;

-settore di riferimento (aree sportive, alimentare, aree ludiche, medico-sanitarie, aree ed attrezzature fitness, HO.RE.CA., etc…);

-frequenza di utilizzo del settore di riferimento

La sanificazione deve essere eseguita con detergenti intensivi, concentrati e a base alcalina, che agisca in modo efficace e rapido sulla superficie eliminando batteri, muffa, sporco, macchie e polvere.
E’ consigliabile che il prodotto impiegato come sanificante ritardi il successivo accumulo dei batteri, della polvere e di tutti quei microorganismi che, non si vedono ad occhio nudo, ma che inevitabilmente si depositano e persistono sulla superficie dell’ attrezzatura/gioco/oggetto di utilizzo.

L’invito che facciamo a tutti, privati o gestori di strutture pubbliche di aggregazione collettiva, è di rispettare le indicazioni di igene decise dalle Linee Guida di Governo e di considerare la Salute il bene più prezioso che possediamo e da preservare, ogni giorno, con cura.

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Dott.ssa Erica Mazzucato

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Il giorno 13 febbraio 2020 si è tenuta a Genova Sestri Ponente la cerimonia di consegna (video), da parte di Fincantieri SPA, della nave da crociera Scarlet Lady all’armatore Richard Branson, imprenditore britannico fondatore di Virgin Group. Scarlet Lady è la prima di 4 navi da crociera commissionate all’azienda italiana Fincantieri SPA, unica nel suo genere con le seguenti caratteristiche: 278 metri di lunghezza, 38 metri di larghezza e 110 mila tonnellate di stazza lorda. Questa nave da crociera entra nelle dieci navi più grandi al mondo. La nave gemella, attualmente in costruzione presso lo stesso cantiere, verrà consegnata nel 2021, mentre la terza e la quarta unità prenderanno il mare rispettivamente nel 2022 e 2023. Sono tutte dotate di oltre 1400 cabine in grado di ospitare a bordo più di 2770 passeggeri, assistiti da un equipaggio di 1160 persone.

La qualità della vita a bordo è garantita dalla certificazione «comfort class», che attesta livelli minimi di rumore e vibrazione percepiti e da una autonomia nell’utilizzo dei servizi in cabina da parte degli ospiti, come la regolazione dell’aria condizionata, dell’illuminazione, della apertura e chiusura delle tende, dell’attivazione della musica e della tv attraverso un’app da installare sul proprio smartphone.

Scarlet Lady, si caratterizza per il design originale e per la particolare attenzione prestata al recupero energetico grazie all’utilizzo di tecnologie alternative e all’avanguardia nel settore, capaci di ridurre l’impatto ambientale complessivo. Questa nave è dotata di un sistema di produzione di energia elettrica che utilizza il calore di scarto dei motori, è interamente allestita con luci led per la riduzione del consumo energetico e il design idrodinamico dello scafo assicura performance eccellenti, con un conseguente risparmio di carburante. A rendere unica questa nave da crociera anche la ditta Narciso Group srl ha dato il suo contributo, con la fornitura e posa di un manto di erba sintetica design e colorato, posizionato sul pontile più alto della poppa. Questo tappeto fa da base di calpestio per un’area relax dove i croceristi possono fermarsi a prendere il sole bevendo un drink.

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In ogni casa, è giusto trovare una stanza o un luogo dedicato ai nostri figli, un posto dove si stimola la fantasia dei nostri piccoli e nascono nuove idee. La creatività si sviluppa e il nostro bambino inizia a fantasticare e a immaginare situazioni fiabesche. Si consiglia sempre di trovare e creare un’area gioco dove sia presente un’illuminazione naturale, una stanza dove ci siano finestre o un sottotetto con lucernai che lascino entrare la luce del sole che riesca ad illuminare la stanza e scaldare l’ambiente e il corpo dei nostri bimbi in maniera omogenea e avvolgente. Trovata la stanza con queste caratteristiche, dobbiamo rendere l’ambiente sicuro coprendo con particolari rivestimenti di sicurezza tutte quelle parti spigolose di mobili, gradini, termosifoni che possono creare traumi. Un altro passo da fare è arredarla con un tappeto per tenere distante dal pavimento e per creare un area ben definita,  attrezzature della loro portata con tavolini e seggioline, moduli morbidi che possono essere usati per gioco o per psicomotricità magari con colori a accesi o personalizzati in modo che possa essere un ambiente di gioco educativo ma anche di designer. Non possiamo far mancare degli album di animali, di foreste e boschi e fiabe in modo da far sfogliare e cercare con la fantasia situazioni inesplorate. I mattoncini colorati, il materiale per la manipolazione, i quaderni e i colori sono elementi molto importanti per sviluppare la mente a rendere reali tute le fantasie che rendono felici i bambini. Cerchiamo di rimanere presenti nella vita dei nostri figli, andando incontro alle loro esigenze e cerchiamo di ascoltarli per capire quello che stanno cercando di dirci o di fare. Troviamo il tempo per creare questa sintonia genitore-figlio, anche perché questi momenti sono unici e li possiamo vedere crescere e giocare in serenità.

Dott.ssa Erica Mazzucato

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COME MANTENERE AL MEGLIO IL TUO CANE?

Ecco alcune semplici istruzioni su come prenderti cura del tuo amico a quattro zampe.

  1. Predisponi la casa a prova di cane: ci sono molti oggetti presenti dentro casa o in giardino che possono essere pericolosi per il cane e, per la sua sicurezza, sarebbe meglio tenerli in una zona alla quale lui non abbia accesso. Gli oggetti più comuni in casa e che possono essere pericolosi per il cane sono ad esempio i detergenti, gli insetticidi, i fertilizzanti e i veleni per i topi. Anche le piante possono essere tossiche per il tuo animale, e dunque è consigliabile chiedere al proprio veterinario una lista di piante tossiche comuni nelle abitazioni.

 

  1. Nutri il tuo cane solo con cibi realizzati con ingredienti di qualità e garantisci una dieta bilanciata: scegli con molta cura cosa dare al tuo amico a quattro zampe e prendi sempre prodotti di alta qualità. Ricordati che un cibo poco salutare rischierebbe di danneggiare il tuo cane. Al momento dell’acquisto, leggi i primi cinque ingredienti elencati sulla confezione. Essi rappresentano la componente principale del cibo. Carne  e verdure dovrebbero figurare entro i primi posti nella lista. In fondo all’elenco, invece, dovrebbero trovarsi i derivati della carne e i cereali. Evita cibi realizzati con additivi potenzialmente dannosi per la salute del tuo cane. Tra i più diffusi: etossichina, glicol propilene, BHA e BHT, mais e sciroppo di mais, sottoprodotti di origine animale. In rare occasioni, alcuni cani possono mostrare sintomi di allergie e intolleranze alimentari. I sintomi sono: diarrea, vomito, dermatite. Chiedi la consulenza di un veterinario per stabilire gli ingredienti che il cane può o non può mangiare.

 

  1. Dai al tuo cane cibo umano con molta cautela: esistono alcuni alimenti innocui per il nostro organismo, che però possono risultare dannosi o avvolte letali per il nostro cane. I cani hanno un metabolismo completamente diverso dal nostro, quindi evita di dargli da mangiare i seguenti alimenti: uva, uva passa, cioccolata, avocado, lievito, nocciole, alcol, cipolle, aglio, erba cipollina e gomme senza zucchero. Tutti questi alimenti per l’uomo innocui contengono composti chimici tossici per i cani. Se per il tuo cane voi cucinare del cibo casalingo consulta prima una nutrizionista specializzata/o in alimentazione canina.

 

  1. Premialo con snack salutari: Anche gli snack per cani, come quelli umani, contengono calorie extra che vengono aggiunte al suo fabbisogno giornaliero, così facendolo ingrassare, per prevenire a questo prova a cucinare dolcetti casalinghi per il tuo cane invece di comprarli, stando sempre attenti agli ingredienti che usiamo. Vediamo un piccolo elenco di snack salutari che potresti dare al tuo cane: fagiolini, carote, fagioli in scatola (senza sodio o sciacquati per eliminare il sale in eccesso) o fettine sottili di patata dolce cotta.

 

  1. Fai in modo che il tuo cane abbia sempre a disposizione acqua pulita e fresca: i cani come l’uomo hanno bisogno di molta acqua per mantenere il fisico in funzione e digerire il cibo. L’acqua dovrebbe essere sempre pulita e fresca, quindi cambiala almeno una volta al giorno. Ogni tanto per eliminare eventuali impurità lava la ciotola con il sapone per i piatti, assicurandoti di risciacquarla per bene.

 

  1. Toeletta il cane con regolarità: spazzola sempre il tuo cane per tenerlo luminoso e sano, considerando il fatto che il massaggio della spazzola favorisce ad una buona circolazione sanguigna. Anche la toelettatura è molto importante, perché è un momento per controllare se ci sono eventuali parassiti, oltre ad essere un momento per l’eliminazione del pelo in eccesso.

 

  1. Taglia le unghie al tuo cane: il taglio delle unghie per il tuo cane potrebbe diventare una parte della tolettatura di routine. Fai sempre attenzione però a non tagliarle troppo e, se non ti senti sicuro, rivolgiti ad un toelettatore professionista.

 

  1. Lava tutti i giorni i denti al tuo cane: spazzolino e dentifricio rimuovono la placca e batteri che possono annidarsi nella bocca ed, inoltre, un buon momento per controllare la presenza di gonfiori gengivali, denti traballanti o cariati o altri problemi orali. Usa dentifricio specifico per cani perchè il fluoro contenuto nei normali dentifrici umani e velenoso per i cani. Ogni tanto dovrai portare il tuo cane a fare la pulizia orale completa.

 

  1. Controlla le sue orecchie: le orecchie del tuo cane non dovrebbero puzzare e nemmeno presentare secrezioni. Controlla settimanalmente le sue orecchie per evitare che si annidino zecche o che il condotto uditivo si riempia di detriti di vegetazione. Se invece il tuo cane ha orecchie penzolanti, il controllo va effettuato giornalmente.

 

  1. Pulisci le orecchie del cane: utilizza un prodotto specifico per la pulizia del padiglione auricolare, oppure prepara una soluzione fatta per metà di aceto bianco e per metà bialcol. Impregna un batuffolo di cotone col liquido e strofina delicatamente l’interno delle orecchie. Se il cotone dovesse sporcarsi di sangue, consulta il veterinario. Non sono da considerare comportamenti normali un eccessivo scuotere della testa o il continuo grattarsi dentro le orecchie, così come non sono normali cattivi odori o secrezioni di qualsiasi tipo. Se sospetti che il tuo cane abbia un’infezione all’orecchio, portalo immediatamente dal veterinario.

 

  1. Acquista una cuccia: molte persone scelgono di tenere il cane in casa insieme al resto della famiglia. Se invece vive all’esterno, assicurati che abbia una cuccia ben isolata, un giaciglio caldo per i mesi invernali, ombra per la stagione calda, cibo e acqua (che non ghiacci o diventi stagnante). Non legare il cane con una catena, potrebbe procurarsi lesioni al collo o alle zampe. Non tenere il cane all’aperto se non è abituato ai climi estremi. Non fornire al proprio cane adeguato riparo è considerata una grave negligenza. Se non sei in grado di garantirgli una cuccia che lo protegga dal clima, fallo stare in casa – o non prendere un cane.

 

  1. Fai fare al tuo cane molto esercizio fisico: a seconda dalla razza, questo può variare da 10-15 minuti di passeggiata al giorno fino a un’ora abbondante di corse al parco. Il frisbee o il prendi-e-riporta sono ottime attività per cani particolarmente vivaci. Ricorda che le passeggiate e i giochi sono un ottimo modo per creare un forte legame emozionale tra te e il tuo cane. Esercizi e giochi possono ridurre i comportamenti negativi, come distruggere gli oggetti in casa, masticazione compulsiva e aggressività. Manterranno inoltre sotto controllo il peso del tuo cane e il suo fisico sano.

 

  1. Fallo socializzare, una volta somministrate tutte le vaccinazioni più importanti: ciò significa farlo entrare in contatto con le persone, con gli altri cani e con il territorio circostante. Portalo in macchina, esplora con lui il quartiere facendo lunghe camminate, portalo in area cani: tutte queste esperienze lo aiuteranno a conoscere il mondo. Più gli farai affrontare esperienze positive in luoghi diversi e più lui ci si abituerà. Cerca di abituarlo alle situazioni quando è piccolo: da adulto non gli procureranno alcuna ansia.

 

  1. Portalo dal veterinario: Pianifica visite annuali per esami e vaccinazioni. Pian piano, il veterinario inizierà a conoscere il tuo cane e saprà riconoscere meglio i sintomi di eventuali malattie o problemi di salute. Check-up regolari possono prevenire l’insorgere di molte malattie. Se hai un cucciolo, portalo dal veterinario entro la sesta settimana di vita. Gli sarà controllata l’eventuale presenza di ernie o problemi al cuore, ai polmoni, agli occhi e alle orecchie. Inoltre, il cucciolo ha bisogno di essere sverminato e vaccinato.

 

  1. Vaccinalo: L’antirabbica viene somministrata intorno alla dodicesima settimana di vita ed è obbligatoria in molti stati. Si rischia molto nel caso il tuo cane dovesse mordere una persona o un suo simile e risultare non vaccinato. Non saltare la vaccinazione contro la borreliosi. Questa malattia provoca dolori articolari, gonfiori, febbre e può avere esito fatale per insufficienza renale. I cani che vivono prevalentemente all’aperto sono a più alto rischio di contrarre malattie trasmesse dalle zecche.

 

  1. Prendi in considerazione di sterilizzare il cane: la sterilizzazione può ridurre alcuni problemi comportamentali nel cane, così come diminuire il rischio che insorgano certi tipi di tumori o infezioni.

 

  1. L’impianto del microchip è fortemente consigliato oltre che obbligatorio, secondo la legge italiana. Può tornare molto utile nel caso dovesse perdersi.

 

  1. Controlla la presenza di pulci e previeni le infestazioni: puntini neri tra il pelo, il fatto che si cane si gratta e si lecca continuamente, la presenza di croste: sono tutti indizi che potrebbe avere le pulci. Per eliminare le pulci, hai diverse opzioni. Fatti consigliare dal veterinario un farmaco ad assunzione orale, lava il cane con shampoo antipulci e mettigli un collare contro i parassiti.

 

  1. Fai eseguire un test di controllo per la filaria: è consigliabile sottoporre il cane a un test annuale contro questa malattia, purtroppo molto diffusa. La filaria è trasmessa dalle punture di zanzara, quindi è difficile da prevenire. Sebbene non esista un vaccino contro la filaria, questa malattia si combatte con dei medicinali in grado di distruggere le larve che la provocano: puoi scegliere se somministrare al cane una pastiglia una volta al mese o una soluzione iniettabile (dal veterinario) che lo protegga per sei mesi. La filaria è curabile, ma il trattamento è lungo, costoso e molto duro per il fisico del cane. Prevenire è sempre meglio che curare.

 

Se volete tenere un cane, assicuratevi di prendere sempre le dovute precauzioni come quelle scritte sopra. Cosa molto importante: ASSICURATEVI DI VOLERE UN CANE perchè DIVENTERA’ PARTE DELLA VOSTRA FAMIGLIA. Quando scegliete un cane cercate di capire il tipo di amico che siete in grado di accudire, gli spazi che avete a casa, se avete o meno il giardino.

Potreste preferire un cane da salotto, oppure se con il vostro amico a quattro zampe volete svolgere attività come soccorso, agility, o semplicemente siete amanti delle belle passeggiate all’aria aperta, ricordatevi che i cani da salotto sono diversi da quelli da soccorso.

Adottare un cane significa fargli vivere la loro vita al meglio. Ricordatevi che se voi volete bene al vostro cane, anche lui ve ne vorrà.

 

Matteo Atzori

Associazione Cinofila Lunie e le Tose

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Ho saltato per anni sotto controllo militare, arrivando a malapena a 700 mt, poi un amico mi ha parlato del Centro di paracadutismo di Siracusa e ho accolto la sfida di seguire un corso di AFF (Accelerate Free Fall – Caduta Libera Accelerata) e sono sceso dal profondo Nord, nell’ospitale Trinacria, trovando ad accogliermi la gentilezza e professionalità di Gaetano Rizzo, direttore del Centro Skidive Sicilia, che mi ha affidato alle cure di Roberto Tistarelli, Jump Master con oltre 7000 lanci. È stato impegnativo, vista la mia veneranda età (64!!!) ma dopo un giorno di dura teoria, dove ho rinfrescato nozioni di sicurezza e acquisito nuove informazioni sulla caduta libera, al secondo giorno ho iniziato a saltare da 4000 mt con 2 istruttori ai miei lati, che accompagnandomi nel lancio, mi hanno corretto la posizione. Dopo i primi 3 livelli (se si supera il test affidato nel lancio non serve ripeterlo) si salta con 1 solo JM, ma praticamente già voli solo! Altri 4 livelli (3 giorno di corso) e finalmente l’annuncio che c’è un nuovo Freejumper. 

Al di là della soddisfazione, salti in uno degli scenari più belli d’Italia,  sopra la Città di Siracusa, e quando è sereno, vedi persino l’Etna.

Grazie ai miei JM, a Gaetano Rizzo, a Narciso Group, che mi ha consentito di utilizzare la sua maglietta tecnica Amphibia Skill e a Sergio Scarbolo di brindare al brevetto con la sua superlativa Ribolla Gialla spumante.

Valerio Zago
Gen, B. (Ris.) della Guardia di Finanza

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 “Il calcio non è uno sport per signorine”  è una definizione che accompagna questo mondo fin dagli inizi del secolo scorso e divenuta a tutti gli effetti un cliché. Come tutti i cliché ha poi continuato a rimanere un pensiero comune, anche se questo, poi, è muto nel tempo. Ma è davvero così? Il calcio è solo per gli uomini? No, in senso assoluto. Le normali differenze di struttura fisica rendono le discipline maschili molto differenti da quelle femminili, un po’ in tutti gli sport e il calcio non fa certo eccezione. L’uomo ha una ossatura molto più massiccia e pesante, dunque l’agonismo e il contrasto fisico hanno una importanza superiore nel calcio maschile, rispetto a quello femminile.
Viceversa, tra le donne si apprezza di più il gesto tecnico, e il calcio stesso risulta molto gradevole proprio perché svuotato dall’imponenza fisica.
 
Calcio femminile: quando nasce?
La prima edizione del campionato italiano di Serie A risale al 1968. Le spinte riformiste di quel periodo diedero probabilmente lo stimolo decisivo a dare forma definita a un movimento che era già nato nell’immediato dopoguerra. Nasce così la Federazione Italiana Calcio Femminile, che inizia ad organizzare il primo torneo nazionale di calcio, poi vinto dal Genova.
Per chi non ha mai frequentato o visto una partita e si stesse chiedendo come funziona il calcio femminile, beh, la risposta è: esattamente come quello maschile. Serie A, Serie B, promozioni, retrocessioni, tre punti a vittoria e tanto agonismo. Quest’ultimo aspetto è quello che più di tutti ha faticato a venire accettato nell’immaginario collettivo, perché il cliché di cui si parlava prima.
Come detto il calcio femminile si gioca negli stessi campi da calcio ed esattamente come il calcio maschile, ma una differenza grande c’è: la distribuzione delle vittorie. In 49 edizioni, il Campionato Italiano è stato vinto da ben 22 formazioni diverse. Ci sono grandi società (come la Lazio e il Milan) che sono state pioniere rispetto ad altre, ma in generale gli scudetti sono stati spesso espressioni di città più piccole.

 

Il calcio femminile nel mondo

Anche le appassionate di altre nazioni hanno avuto discriminazione come avvenuto nei decenni scorsi alle donne italiane che volevano giocare a calcio? Niente affatto. Nei paesi scandinavi, per esempio, il calcio femminile è uno sport diffusissimo con milioni di praticanti. Ma l’esempio forse più incredibile è quello degli Stati Uniti.

Negli USA, proprio il paese in cui il calcio ha sempre faticato moltissimo ad affermarsi a livello maschile, stritolato da discipline più popolari come Basket, Football Americano, Baseball e Hockey, il “soccer” femminile ha trovato il suo vero e proprio apprezzamento. Non solo: gli USA sono ad oggi la prima nazione con 3 mondiali di calcio femminili vinti.

Questo è dovuto esclusivamente alla popolarità di questo sport a quelle latitudini. Nel momento in cui anche da noi il calcio femminile diventerà presenza abituale su giornali e media, allora le calciatrici più forti diventeranno stelle paragonabili ai colleghi uomini.


Calcio femminile e stipendi

Tecnicamente il calcio femminile professionistico non esiste ancora in Italia, poiché i due campionati principali (Serie A e Serie B) non sono inquadrati come figure professionali. Di fatto, però, le cose stanno cambiando velocemente. Certo gli incredibili guadagni dei colleghi maschi sono qualcosa di irraggiungibile, ma oggi anche le calciatrici riescono a vedere riconosciuto economicamente il loro talento e la loro passione. Al momento il contratto prevede una retribuzione massima di circa 30mila euro all’anno, che arrivano a 50mila con una serie di altri bonus. La situazione è però in continuo divenire e la ragione è facilmente comprensibile: se il movimento continuerà a crescere con questa velocità il giro di affari (con sponsor e diritti tv) non potrà che aumentare di pari passo.

 

Come iniziare a giocare a calcio se sei una donna?

Sei una ragazza appassionata di calcio? In tutte le principali città, ma anche in centri più piccoli, esistono oggi sia scuole calcio dedicate alle donne, che società un po’ più organizzate che assemblano sia squadre maschili che femminili. Inoltre, non di rado anche nelle scuole si organizzano squadre, partite e campionati di calcio femminile.

Comunque sia, che si tratti di ragazzi o ragazze, il primo passo di amore verso il calcio si chiama “pallone”: prendere confidenza con questo strumento di gioco è fondamentale e non serve una struttura specializzata. Palleggi, colpi di testa e trick vari sono il modo migliore per sensibilizzare tutto il corpo nei confronti del pallone e poi, verrà tutto il resto.

 

 

Dott.ssa Erica Mazzucato

 

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Il dolore al collo può essere il risultato di stress, tensione e postura scorretta e tende a colpirci maggiormente quando invecchiamo. 

La rigidità o una contrattura muscolare del collo possono causare dolore, che può estendersi alle spalle, alla parte superiore della schiena o alle braccia.

 

Sintomi:

-Il dolore al collo può essere associato alla compressione dei nervi del collo, che può comportare intorpidimento, debolezza o una sensazione di formicolio alle mani o alle braccia.

-Il dolore al collo può anche essere accompagnato da sensazioni di rigidità muscolare e mal di testa.

-Potresti sentire o percepire degli schiocchi o degli scricchiolii quando muovi la testa, dovuti allo sfregamento delle strutture articolari vertebrali.

 

Conseguenze:

Il dolore al collo può diventare qualcosa di davvero fastidioso in quanto ti impedisce di eseguire i movimenti più facili, come ruotare la testa per guardarti intorno o sollevare le buste della spesa.


Perché soffriamo di dolore al collo?

Il dolore al collo ha molte cause:

-Tra le cause più comuni del dolore al collo ci sono la tensione e gli stiramenti muscolari associati ad una postura scorretta, per esempio, mentre guardi la TV, sei seduto davanti al computer, dormi in una posizione scomoda o pieghi o ruoti il collo in modo eccessivo.

-La tensione dei muscoli del collo può anche essere causata dallo stress.

-Il dolore al collo può anche derivare da lesioni come il colpo di frusta, che si verifica quando sei in auto e qualcuno ti tampona, sottoponendo la tua testa a contraccolpi.

-Un’altra causa potrebbe essere ricercata nella struttura del tuo collo. Ad esempio, un cattivo allineamento delle articolazioni del collo (disfunzione cervicale). In entrambi i casi, devi rivolgerti al tuo medico.

 

Suggerimenti di trattamento:

Il dolore al collo è raramente collegato a un problema più serio e può di solito essere alleviato adottando alcune semplici misure. Potresti provare esercizi moderati per il collo e prestare attenzione alla tua postura, assicurandoti che non stia peggiorando il problema. Tuttavia, se il tuo dolore al collo è accompagnato da intorpidimento, perdita di forza nelle braccia o nelle mani, o dolori intensi alla spalla o al braccio, ti consigliamo di rivolgerti al tuo medico. Puoi chiedere al tuo medico degli esercizi adatti come allungamenti o movimenti leggeri per riguadagnare forza e flessibilità. 

 

Esercizi:


Estensione: Seduta con la schiena dritta e le spalle rilassate, inclina lentamente la testa verso il basso, arrivando ad appoggiare il mento sul petto.

Aumenta delicatamente la tensione dei muscoli del collo spingendo la testa verso il basso, e mantieni la posizione per cinque secondi. Ritorna quindi ad una posizione neutra e ripeti per cinque volte.


Inclinazione laterale: Seduta con la schiena dritta e le spalle rilassate, inclina la testa lateralmente,in modo tale da portare l’orecchio verso la spalla. Aumenta delicatamente la tensione dei muscoli del collo e mantieni la posizione per cinque secondi.

Solleva quindi lentamente la testa e ripeti dall’altra parte, eseguendo il movimento per cinque volte da ogni lato.

 

Rotazione: Seduto con la schiena dritta e le spalle rilassate, ruota la testa verso un lato,ricordando di mantenere il mento sempre alla stessa altezza e la torsione entro limiti confortevoli, ovvero senza sforzare il movimento.

Aumenta delicatamente la tensione dei muscoli del collo e mantieni la posizione per cinque secondi. Ritorna infine alla posizione di partenza e ripeti dall’altra parte, eseguendo il movimento per cinque volte da ogni lato.

 

Allungamento: Seduto con la schiena dritta e le spalle rilassate, spingi il mento in avanti, in modo tale da allungare la gola. Aumenta delicatamente la tensione dei muscoli del collo e mantieni la posizione per cinque secondi.

Torna quindi alla posizione di partenza e spingi la testa all’indietro, ricordando di mantenere il mento parallelo al suolo. Mantieni la posizione per cinque secondi ed infine ritorna in posizione neutra. Ripeti l’intero esercizio per cinque volte.

 

 

Dott.ssa Erica Mazzucato

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Ogni persona orienta le proprie azioni e le proprie scelte in base a determinate motivazione, si sceglie di fare una cosa piuttosto che un’altra perché spinti da determinati desideri ed obiettivi.

Anche per i nostri amici a quattro zampe è così: per le azioni che svolgono quotidianamente anche loro hanno bisogno di una determinata motivazione, che varia a seconda del risultato finale dell’azione da svolgere.

Ecco che, se per caso sbagliamo la motivazione da dare al nostro cane, anche per un’azione semplicissima come riportarci una pallina, rischiamo che il nostro amico non rispetti la consegna assegnata.

 

LE MOTIVAZIONI NEI CANI

Vi siete mai chiesti cosa è importante per un cane? Cosa desidera?

Il cane, esattamente come l’uomo, ha dei bisogni precisi supportati da altrettante motivazioni. Dovremmo chiederci, quasi sempre, cosa c’è dietro un comportamento manifestato dal nostro amico.

 

QUALI SONO LE MOTIVAZIONI DI UN CANE

predatoria (rincorrere oggetti in movimento);

territoriale (difendere un territorio);

sillegica (raccogliere oggetti e portarli in un nascondiglio);

sessuale (finalità riproduttive);

somestesica (esplorare il proprio corpo);

et-epimeletica (chiedere o prestare cure);

epimeletica (prendersi cura di un compagno);

competitiva (confrontarsi o gareggiare con un conspecifico);

sociale (interagire con un individuo o partecipare alle attività di un gruppo);

collaborativa (fare un’attività insieme, concertarsi);

di ricerca (cercare oggetti nascosti);

protettiva (difendere un affiliato);

perlustrativa (esplorare un ambiente e mapparlo);

esplorativa (analizzare un oggetto nei particolari);

possessiva (mantenere il possesso di un oggetto);

cinestesica (fare movimento);

affiliativa (far parte di un gruppo ristretto);

comunicativa (esprimere uno stato o indicare qualcosa).

 

RIEQUILIBRARE IL BAGAGLIO MOTIVAZIONALE

Non sempre le motivazioni del cane sono adatte al contesto nel quale vive e non sempre si ha la possibilità di potersi spostare, o trasferire, in luoghi più adatti. In quest’ottica è fondamentale poter lavorare sulle motivazioni, per esempio incentivandone alcune, o disincentivandone altre, oppure disciplinandole e bilanciandole.

Non è un segreto che il cane “di famiglia” spesso è costretto a vivere in una realtà non esattamente naturale. Poter riequilibrare le sue motivazioni è uno strumento indispensabile per la vita del nostro cane.

 

COME POSSIAMO AGIRE SULLE MOTIVAZIONI?

Le motivazioni tra loro possono essere sinergiche, ossia una rafforza l’altra, oppure controlaterali, ossia una inibisce l’altra. Attraverso la frequentazione di attività che stimolano una determinata motivazione, che è sinergica ad un’altra, si aumenta quella specifica motivazione di partenza che si voleva favorire.

Se ci si trova di fronte a motivazioni correlate a comportamenti indesiderati, possiamo diminuire il volume delle motivazioni sinergiche e aumentare quello delle controlaterali.

Per incentivare una motivazione bisogna aumentare la frequenza con cui questa si presenta. Per farlo basterà aumentare gli stimoli che la innescano e permettere l’esercitazione di comportamenti correlati, magari favorendo il presentarsi di motivazioni sinergiche.

Per disincentivare una motivazione poco adatta al contesto, dovremo diminuire la frequenza con cui questa si presenta e aumentare quella delle motivazioni controlaterali.

Sulla carta sembra una cosa piuttosto semplice, nella realtà è più complesso di quanto si immagini. Il cambiamento avviene solo se il lavoro riguarda la complessità della vita del cane e della famiglia e su un tempo sufficientemente lungo.

 

In conclusione le motivazioni e il lavoro che possiamo mettere in atto su di esse sono strumenti preziosi per educatori e istruttori cinofili.

Il cambiamento richiederà impegno e costanza sul lungo periodo e coinvolgerà la relazione con il cane a 360 gradi: stile di vita, abitudini e competenze dei famigliari.

Il cane è un “essere pensante” che gradualmente, con lavoro e relazione, riesce a modificare la sua convinzione sul mondo e vivere in maniera più equilibrata e appagante la sua vita a quattro zampe.

 

 

Matteo Atzori

Associazione Cinofila Lunie e le Tose

 

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T-shirt Amphibia Skill da senso allo sport: un capo di abbigliamento per fare attività sportiva. Tutto nasce dalla cultura sportiva personale, maturata nel tempo con l’esperienza che si concretizza con una T-shirt che dà agli atleti confort ma anche un’emozione. E’ una combinazione vincente tra tecnologia e ecosostenibilità, ricerca e innovazione, confort e prestazione. Abbiamo voluto abbinare queste essenze per cercare di contribuire, con il nostro lavoro di tutti i giorni, ad una inversione di marcia nel rendere la vita del singolo migliore anche movimenti di tutti i giorni ma anche l’ambiente più pulito e vivibile. Il materiale di cui è costituita Amphibia Skill è molto tecnico e presenta al suo interno ioni d’argento che rendono la maglia sia antibatterica che antimicrobica, e non assorbe cattivo odore. Per mezzo della sua struttura interna a maglia, il tessuto, maggiormente è a contatto e aderente al corpo, e più ha un effetto traspirante ed idrofobico, ossia non assorbe il sudore corporeo ma lo rilascia all’esterno mantenendo la pelle sempre asciutta. L’alta conducibilità termo-elettrica dell’argento auto-regola la temperatura epidermica distribuendo e disperdendo l’eventuale eccesso di calore corporeo, nonché protegge dalle cariche elettrostatiche e migliora l’attività muscolare e l’ossigenazione delle cellule. Può essere utilizzata in molteplici attività indoor come fitness/crossfit/calisthenics/functional ect. e outdoor atletica/runner/ciclismo/canottaggio/canoa/calcio/rugby/alpinismo/subacquea. Con lo stesso principio di salvaguardia dell’ambiente, è stato scelto di abbinare come packaging di Amphibia Skill, Rhino Bottle, una borraccia in metallo, così da poterla riutilizzare più volte, eliminando bottiglie usa e getta e quindi diminuendo lo spreco di plastica e l’inquinamento dell’ambiente. La T-shirt tecnica Amphibia Skill è rigorosamente Made in Italy, perché siamo convinti della nostra professionalità, della minuziosa manifattura, della ricerca continua di miglioramento, della tecnologia utilizzata ed orgogliosi della nostra Nazionalità. Pierpaolo Narciso
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Narciso Group

Il beach volley come sport estivo per eccellenza e richiede grande abilità, allenamento specifico e voglia di tuffarsi nella sabbia.

Il beach volley è uno sport che, a differenza di altre attività fisiche, si sposa benissimo con il caldo estivo e per giocare serve ben poco: un pallone, un impianto da beach volley con una rete, degli amici e tanta, tanta energia!

 

Fra tanti dubbi e tante versioni, la storiografia ufficiale colloca l’anno zero del beach nel 1930 e tutti sono concordi nell’affermare che la patria e culla di questo sport sia Santa Monica, città balneare della California dove fece la sua comparsa il due contro due, ovvero la disciplina arrivata all’Olimpiade più di sessant’anni dopo.

 

Il beach volley è uno sport molto avvincente ma anche molto faticoso perché si gioca su un terreno instabile come la sabbia e molto spesso in condizioni climatiche non proprio favorevoli come può essere il tasso elevato di umidità. Proprio per questo motivo, a chi non possiede un’adeguata preparazione atletica si consiglia di cominciare su sabbia bagnata oppure indossando scarpe da ginnastica per favorire un buon ammortizzamento in modo da poter preservare la pianta del piede e il tendine d’Achille. Indispensabile, e questo vale per tutti, indossare cappellino e occhiali da sole per evitare colpi di sole e disturbi alla retina.

 

Considerando che, sulla sabbia, tutti i movimenti risultano più difficoltosi, il beach volley richiede molte abilità motorie: su tutte, resistenza, forza, potenza e agilità. Il continuo lavoro delle gambe migliora l’efficienza della pompa muscolare, favorendo il ritorno venoso e di conseguenza un grande beneficio per chi è soggetto a disturbi circolatori o soffre di vene varicose. Fondamentale nell’allenamento specifico del beach volley è il potenziamento del cosiddetto core, cioè quella zona del corpo compresa tra i muscoli addominali e la fascia lombare, particolarmente impegnata durante tutto il gioco, sia a terra che in fase di salto.

Un completo controllo dell’area centrale del corpo è importante per evitare possibili sovraccarichi alla struttura vertebrale e può aiutare ad avere maggior stabilità quando si salta e mentre si esegue un gesto tecnico come il muro o la schiacciata. 

 

Ma quali sono gli esercizi specifici ideali per rafforzare il core?

 

1 Plank statico

– Sdraiati a terra, con l’addome rivolto verso il basso;

– Successivamente, piega i gomiti formando un angolo di 90° e facendo in modo che risultino allineati con le spalle;

– Il corpo deve formare una linea retta dalla testa ai talloni;

– Rimani appoggiato solo sugli avambracci e sulla punta dei piedi;

– Mantieni la posizione per almeno 30 secondi.

Cerca di arrivare a 5 minuti sommando i 30 secondi in cui mantieni la posizione di plank.

Concediti una pausa di 30 secondi tra un’esecuzione e l’altra.

 

2 Side bridge statico

– Sdraiati su un lato;

– Solleva leggermente il busto appoggiando gomito e avambraccio a terra;

– Espirando, solleva il bacino rimanendo in appoggio solo sui piedi e sull’avambraccio;

– Mantieni la posizione per 5 secondi;

– Cambia lato e ripeti l’esecuzione;

Fai 3 serie da 12 ripetizioni per lato.

Concediti una pausa di 30 secondi tra una serie e l’altra.

 

3 Superman da inginocchiati

 Posizionati sulle mani e sulle ginocchia, utilizzando un materassino se necessario;

– Assicurati che la schiena sia dritta e contrai gli addominali per aver maggiore stabilità;

– Allunga un braccio in avanti e stendi, contemporaneamente, la gamba opposta all’indietro;

– Mantieni la posizione e torna nella posizione di partenza per cambiare lato.

Fai 3 serie da 8 ripetizioni per lato.

Concediti una pausa di 30 secondi tra una serie e l’altra.

 

 

Francesco Berardi

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Narciso Group

Il mal di schiena interessa la maggior parte di noi. Per affrontarlo e sentirci meglio, abbiamo selezionato 4 esercizi efficaci che ti permetteranno di rafforzare i muscoli alla base della schiena.

 

Ma qual è l’origine del mal di schiena?

 

Ogni giorno, la colonna vertebrale è molto sollecitata. Nella maggior parte dei casi, il mal di schiena ha un’origine meccanica: può trattarsi di contratture muscolari, di disturbi dell’articolazione tra due vertebre o di artrosi che compare principalmente dopo i 40 anni.

 

Il mal di schiena si può manifestare quando si resta a lungo in una posizione errata ma anche in caso di movimenti scorretti mentre si svolge un’attività (in questo caso si parla di lombalgia, un dolore intenso e improvviso) o in caso di shock fisici o di gesti ripetitivi. Esistono altri fattori che possono spiegarne la comparsa: l’assenza di attività fisica (mancata tonicità del muscolo lombare, mancata tonicità della fascia addominale, mancata morbidezza degli ischio-crurali) il sovrappeso o lo stress.

 

Perciò muscoli lombari forti permetteranno di prevenire e alleviare le tensioni all’altezza della colonna vertebrale e di prevenire il mal di schiena.

 

Gli esercizi che rafforzano i muscoli alla base della schiena sono semplici ma efficaci e richiedono l’utilizzo di un materassino nell’eseguire i movimenti a terra.

 

ESERCIZIO 1: LOMBARI AL SUOLO

  • Muscoli coinvolti: lombari.
  • Esecuzione dell’esercizio: distesi sul ventre, con la faccia rivolta a terra e le braccia lungo il corpo. Inspirare e quindi espirare sollevando contemporaneamente busto e gambe. Tornare in posizione di partenza.
  • Respirazione: inspirare in posizione di partenza e quindi espirare mentre si contraggono i muscoli.
  • Regola di sicurezza: per l’intera durata dell’esercizio, tenere gli addominali contratti per proteggere la schiena.
  • Ripetizione: 40 secondi

 

ESERCIZIO 2: SOLLEVAMENTI BRACCIO/GAMBA OPPOSTI

  • Muscoli coinvolti: lombari.
  • Esecuzione dell’esercizio: distesi sul ventre, con il viso rivolto a terra, distendere le braccia sopra la testa. Inspirare e quindi espirare sollevando contemporaneamente un braccio e la gamba del lato opposto (solleva tutta la gamba da terra, volgendo la punta del piede verso terra). Tornare in posizione di partenza.
  • Respirazione: inspirare in posizione di partenza e quindi espirare mentre si sollevano il braccio e la gamba.
  • Regola di sicurezza: non cercare di raggiungere un punto troppo alto. Sono sufficienti movimenti di piccola ampiezza per far lavorare i muscoli della schiena.
  • Ripetizione: 40 secondi per lato.

 

ESERCIZIO 3: SCHIENA PIATTA

  • Muscoli coinvolti: lombari, dorsali, deltoidi.
  • Esecuzione dell’esercizio: in piedi, con le gambe leggermente piegate, distendere le braccia verso l’alto, prolungando idealmente il busto. Durante l’esercizio, sollevarsi. Piegarsi in avanti finché il busto non è parallelo al suolo (schiena piatta). Tenere la posizione per 10 secondi e quindi risalire mantenendo la schiena eretta.
  • Respirazione: inspirare in posizione di partenza e quindi espirare mentre si scende.
  • Regola di sicurezza: prestare attenzione a non inarcare la schiena. Per l’intera durata dell’esercizio, tenere gli addominali contratti per proteggere la schiena.
  • Ripetizione: tenere lo sforzo per 40 secondi

 

ESERCIZIO 4: PANCA-FASCIA ADDOMINALE VENTRALE

  • Muscoli coinvolti: traversi, grande retto dell’addome.
  • Esecuzione dell’esercizio: con il viso a terra, in appoggio sui gomiti e sulle punte dei piedi, sollevare il bacino per allinearlo al resto del corpo. I gomiti sono posizionati sotto l’articolazione delle spalle. Tirare indietro la pancia fino al punto in cui non sarà necessario trattenere il respiro.
  • Variante: per facilitare il movimento, posizionare le ginocchia coinvolgendo il bacino (in avanti).
  • Respirazione: lenta, profonda e controllata. Inspirare dal naso, espirare lentamente dalla bocca.
  • Regola di sicurezza: fare attenzione a non abbassare troppo il bacino e a contrarre gli addominali per evitare dolori alla base della schiena.
  • Ripetizione: tenere la posizione della panca da 40 secondi a 1 minuto, in base al livello.

 

STRETCHING DI FINE ALLENAMENTO.

TORSIONE DEL BUSTO CON LE BRACCIA TESE

  • Muscoli coinvolti: lombari, ischio-crurali.
  • Esecuzione dell’esercizio: in piedi, con le gambe parallele. Eseguire un graduale movimento di torsione in avanti, con la testa rilassata. Abbassarsi il più possibile. Se si riesce, appoggiare le mani a terra.
  • Respirazione: respirare in modo lento e profondo.
  • Regola di sicurezza: flettere leggermente le gambe se lo stretching è troppo doloroso. Mantenere il peso del corpo davanti alle gambe.
  • Ripetizione: mantenere la postura per 20 secondi e quindi srotolare lentamente la schiena. Concedersi 10 secondi di recupero. Ripetere l’esercizio 3 volte di seguito.

 

SCHIENA CONCAVA E CONVESSA POGGIANDOSI SU MANI E GINOCCHIA

Muscoli coinvolti: la catena muscolare posteriore (glutei, muscoli posteriori della schiena e del bacino).

  • Esecuzione dell’esercizio: posizionarsi a carponi sul materassino, posizionando le mani sotto le spalle e tenendo la schiena dritta. Inspirare e quindi inarcare la schiena verso il basso, lasciando abbassare la colonna senza forzare, e rilassando bene il ventre. Poi, una volta raggiunta la massima estensione in questa posizione, espirare tirando in dentro la pancia e inarcando la schiena verso l’alto (curvare la colonna vertebrale e la nuca).
  • Respirazione: inspirare inarcando la schiena verso il basso, espirare inarcando la schiena verso l’alto.
  • Regola di sicurezza: mantenere un buon allineamento del corpo per l’intera durata dell’esercizio.
  • Ripetizione: alternare lentamente l’inarcamento della schiena verso il basso e verso l’alto per 1 minuto e mezzo.

 

 

Dott.ssa Erica Mazzucato

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Narciso Group

In conformità con quanto stabilito dalle Indicazioni Nazionali ministeriali, è di fondamentale importanza favorire un approccio alla lingua straniera già durante il primo percorso scolastico, quello nella scuola dell’infanzia. Sin dalla più tenera età, infatti, i bambini assimilano moltissime informazioni provenienti dal mondo esterno e, se opportunamente sollecitati, sono in grado di acquisire competenze linguistiche e comunicative a lungo termine. È dunque compito della scuola dell’infanzia porre le basi per un interesse alla lingua straniera e suscitare nel bambino curiosità verso l’apprendimento di un nuovo codice linguistico, che verrà poi approfondito negli anni successivi della scuola primaria. Le attività didattiche, volte a favorire questo primo approccio con l’inglese, devono essere strutturate sulla base delle effettive capacità cognitive e sugli interessi dei bambini e, pertanto, adattate in itinere. Ogni bambino prenderà confidenza con la nuova lingua seguendo un processo naturale e induttivo: si servirà di stimoli uditivi e visivi adeguati al suo sviluppo cognitivo e che fanno riferimento esclusivamente alla dimensione orale della lingua.

L’insegnante dovrà coinvolgere i bambini utilizzando un linguaggio iconico e musicale e dovrà proporre, inoltre, delle attività motorie utili al bambino per fare esperienza concreta di un lessico nuovo. Attraverso tali attività motorie il bambino potrà approcciarsi alla lingua inglese in un contesto dinamico e stimolante, ma potrà anche riconoscere il proprio corpo come strumento di conoscenza del mondo, di sperimentazione di emozioni e di espressione del sé. Parallelamente alle attività finora esposte, è opportuno proporre anche delle attività creative che vedano i bambini impegnati nella realizzazione di lavoretti, manufatti, cartelloni con l’utilizzo di materiali sempre diversi, al fine di promuovere un apprendimento attivo in un contesto ludico e di stimolare la fantasia e la creatività.

L’apprendimento della lingua inglese dovrà essere favorito da un contesto ludico e da un approccio naturale, proponendo delle attività giocose e che implichino azioni motorie. Verrà attuata tale metodologia in base al principio secondo cui una lingua si impara meglio quando non viene esplicitamente insegnata, ma utilizzata in un contesto reale. Dovranno essere organizzati in classe situazioni di gioco e di esperienza di vita diretta in cui il bambino non si sentirà costretto ad esprimersi in lingua inglese, ma lo farà in modo del tutto spontaneo e naturale. Pertanto le attività didattiche non saranno finalizzate allo sviluppo di una competenza grammaticale, bensì di una competenza comunicativa, privilegiando la dimensione orale della lingua, l’unica su cui il bambino può fare affidamento ed essenziale per l’interazione con i compagni e con l’insegnante. E’ opportuno utilizzare, inoltre, brevi racconti, canzoncine, filastrocche. L’ascolto e la ripetizione del materiale linguistico proposto serviranno a rinforzare i contenuti del libro di testo o di eventuali schede alternative.

L’apprendimento del lessico dovrà essere promosso, inoltre, attraverso lo svolgimento di attività manipolativo-creative, come disegnare, colorare e decorare elementi di nuovo apprendimento, e attraverso l’utilizzo di flash cards e cartelloni da realizzare insieme. Sono inoltre da prevedere giochi di movimento al fine di coniugare l’esigenza naturale di movimento dei bambini con la loro maggiore ricettività in condizioni di rilassatezza e divertimento, in modo da rinforzare ulteriormente l’acquisizione dei contenuti lessicali, soprattutto in relazione allo spazio in cui vivono.

 

Dott.ssa Erica Mazzucato

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Narciso Group

Un campo in erba naturale è una superficie di gioco che rappresenta la soluzione più ecosostenibile che si possa avere in quanto la superficie erbosa contribuisce alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente in vari modi:

  1. Producendo ossigeno.

Per esempio, un campo da calcio, delle dimensioni di 7000/8000 metri quadri riesce a catturare e assorbire 12 tonnellate di anidride carbonica all’anno per poi trasformarla in ossigeno.

 

  1. Raffreddando la crosta terrestre.

Le superfici in erba naturale riducono maggiormente il calore rispetto al terreno nudo o all’erba sintetica grazie al processo di evapotraspirazione che consiste nel trasformare l’umidità del terreno in vapore acqueo che viene liberato nell’atmosfera abbassando la temperatura media del suolo.

 

  1. Purificando l’acqua ed il terreno dall’inquinamento.

I microorganismi presenti nel terreno svolgono una attività di purificazione delle acque di precipitazione che contengono sostanze nocive e restituiscono all’atmosfera vapore acqueo sanificato e un manto vegetale ripulito da contaminanti chimici e non.

 

  1. Riducendo il rumore e la polverosità.

Il tappeto erboso riveste un ruolo importante perché attenua il rumore e allo stesso tempo trattiene le polveri per mezzo dei filamenti di cui è composto.

 

Grazie ai programmi di ricerca, che negli ultimi anni sono stati molti e importanti, si è riusciti ad ottenere e a mettere a disposizione una varietà di sementi vegetali di tappeto erboso che si adattano alle condizioni locali e alle attività sportive solitamente praticate su erba naturale come il calcio, il rugby, e le attività ippiche. Il continuo lavoro di miglioramento genetico, in questo ambito, mira a ottenere varietà con maggiori qualità in termini di:

  • Resistenza all’usura e al calpestio;
  • Tolleranza verso il compattamento;
  • Tolleranza al taglio basso;
  • Rapidità di insediamento e densità della copertura verde;
  • Tardiva entrata in riposo autunnale;
  • Resistenza alle malattie;
  • Tolleranza agli erbicidi;
  • Vigore e stabilità in campo della pianta;
  • Resistenza alla siccità;
  • Tolleranza agli stress salini;
  • Tolleranza all’ombreggiamento.

 

Entrando nello specifico degli sport su prato, si può affermare che la maggior parte degli sportivi, di tutti i livelli, preferisce giocare su un tappeto naturale in quanto c’è un migliore appoggio delle calzature, un maggior attrito in caso di umidità e quindi una minore possibilità di scivolare e cadere ed una maggiore elasticità della superficie.

 

Tra i molti aspetti che però preoccupano le amministrazioni pubbliche ed i circoli sportivi che scelgono i campi in erba naturale, c’è soprattutto la manutenzione che periodicamente va fatta. Si deve però tenere in considerazione che, in condizioni climatiche favorevoli, con cure agronomiche e del terreno idonee e con l’impiego di varietà di sementi all’avanguardia (adatte a quel terreno, a quelle condizioni climatiche specifiche e al tipo di sport da praticare), il prato naturale può considerarsi la soluzione più vantaggiosa anche a livello economico.

Lo stato di salute di un prato naturale può essere migliorato attraverso la risemina del prato, rigenerando così le zone danneggiate, e rinfoltire quell’area. Oggi un prato naturale ben costruito e con una corretta manutenzione permette di giocare fino a 450 ore all’anno rispetto alle 330 ore all’anno di 40 anni fa.

 

Pierpaolo Narciso

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Narciso Group

Lo Yoga è una disciplina olistica e la sua pratica, che ha origine in India, è ormai entrata nelle abitudini occidentali da anni, merito dei benefici che apporta al corpo e alla mente.

La parola Yoga significa “unione armonia” ed è una disciplina che permette di riportare armonia tra corpo, mente e spirito, riequilibrando il flusso di energia nel corpo e creando le condizioni interiori per ristabilire il benessere della persona.

Esistono molti tipi di Yoga che presentano caratteristiche diverse: alcuni lavorano oltre che sul piano fisico, anche su quello interiore. 

 

I principali stili di yoga

Hatha Yoga

Questo è lo stile “classico” dello Yoga che è basato principalmente sulle posizioni fisiche (asana) unite a tecniche di respirazione (pranayama). Aumenta il tono e la flessibilità muscolare, la respirazione. E’ uno yoga concentrato più sull’aspetto fisico e meno su quello spirituale.


Ashtanga Yoga

E’ uno stile tra i più diffusi al mondo, è molto rigoroso, molto fisico e dinamico. Si basa su una serie ininterrotta di asana unite ad una particolare tecnica di respirazione. Consigliato per chi ama una pratica molto dinamica.


Anusara Yoga

Questo è uno stile di yoga dove si fluisce con grazia, si porta attenzione all’esecuzione delle asana che sono concepite come espressione del cuore. L’Anusara yoga unisce l’aspetto fisico a quello più spirituale portando il praticante a percepire la grazie dello Spirito Divino che è in ciascuno di noi.


Bikram Yoga

E’ un particolare stile di yoga che prevede la pratica di 26 posizioni in una stanza riscaldata a 37° C (la temperatura media dell’India dove lo yoga è nato) che permette di sudare moltissimo espellendo così le tossine dal corpo.


Iyengar Yoga

La pratica di questo stile di yoga è incentrata sull’esecuzione delle posizioni e contempla l’uso di attrezzi (cuscini, panche, sedie, corde, etc) per facilitare la pratica anche a chi ha problemi o impedimenti fisici e ai principianti.


Vinyasa Yoga

Questo tipo di yoga è caratterizzato dal flusso continuo e ininterrotto tra le posizioni. E’ una pratica intensa e molto dinamica, consigliata per chi ha un buon allenamento, permette di sviluppare elasticità e tono muscolare.


Kungalini Yoga

E’ un tipo di yoga tantrico basato molto più sull’aspetto filosofico e spirituale che su quello fisico. Sono presenti le asana e profonde tecniche di respirazione, ma anche il canto dei mantra e la meditazione.


Raja Yoga

Deriva dagli insegnamenti dello Yoga Sutra di Patanjali, la pratica si concentra maggiormente sulla meditazione che è considerata lo strumento per arrivare a Dio. E’ consigliato per chi preferisce un approccio mentale e spirituale piuttosto che fisico.


Sivananda Yoga

Questo tipo di yoga si basa su alcuni principi fondamentali che sono alla base della disciplina: un corretto esercizio, una corretta respirazione, un corretto rilassamento, una corretta alimentazione (vegetariana), pensiero positivo e meditazione. Consigliato per chi desidera raggiungere un profondo stato di rilassamento.


Ananda Yoga

Questo tipo di yoga, oltre alle asana, prevede anche particolari esercizi di ricarica energetica, il canto dei mantra e l’uso di affermazioni per stimolare la consapevolezza del Sé.

Il filo conduttore è il respiro, l’attenzione alla respirazione è presente durante tutta la pratica dello yoga ed è parte basilare per lavorare con le energie sottili. Grazie a particolari tecniche di respirazione (Pranayama), si risveglia e si riattiva l’energia vitale (prana) e si ritorna in contatto più profondo con se stessi.

Si conclude la pratica con una sessione di profondo rilassamento guidato.

 

 

I benefici dello Yoga

Lo yoga, soprattutto se praticato costantemente, permette di ottenere benefici concreti sia sul piano fisico, sia su quello mentale e spirituale. Vediamo i principali benefici:

I benefici per il corpo: grazie agli esercizi nella varie posizioni (asana) si ripristina il flusso di energia in tutto il corpo e si percepisce una maggiore energia fisica e un benessere generale. Gli esercizi di stretching a terra, su appositi tappeti yoga,  sono funzionali per allungare i muscoli e i tendini, sciogliere le tensioni e i blocchi energetici nel tuo corpo. Si acquista così maggiore flessibilità nei legamenti e maggiore equilibrio, migliora la funzionalità dell’apparato respiratorio, le prestazioni fisiche e la stato di salute in generale.

 

I benefici per la mente: la pratica dello yoga aiuta nel diventare più consapevoli di Sé, delle proprie emozioni e a ritrovare un equilibrio interiore. Nella pratica di alcuni stili di yoga si utilizzano le affermazioni che aiutano nel riequilibrio degli emisferi celebrali, donando armonia e pace mentale. Con la costanza della pratica migliora automaticamente la qualità dei pensieri e di conseguenza la nostra qualità di vita.

 

I benefici per lo Spirito: tutta la pratica dello yoga ha una profonda radice spirituale, per cui tutti gli esercizi, sia fisici che non, hanno lo scopo di riportarci in contatto con noi stessi, facendoci riscoprire la parte divina in noi. Nella visione trasmessa dalla scienza dello Yoga siamo anime che dimorano in un corpo fisico, la cui essenza è Spirito.
Infatti il beneficio maggiore nella pratica dello yoga è quello di aiutarci nel riportare armonia tra corpo, mente e spirito.

 

 

Dott.ssa Erica Mazzucato

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I primi anni di vita sono un momento di fondamentale importanza nella crescita dei bambini e fin dai primi anni è importante educarli a una vita fatta di movimento, dove sport non significa solo competizione, ma anche gioco, salute e benessere.. 

L’attività fisica insegnata all’asilo nido è un compendio di educazione al corpo fatto attraverso il gioco, la manipolazione, la scoperta degli spazi idonei come parchi e le sale gioco adeguatamente attrezzate, l’utilizzo di strutture preposte come i giochi per esterno o giochi per interno ad uso pubblico nel rispetto della Normativa EN 1176. I bambini devono essere  accompagnati da abili educatori in un percorso altamente formativo da un punto di vista psicomotorio, con semplicità e con ritmi personalizzati che portano alla conoscenza di sé, degli altri e dello spazio circostante. 

L’educazione motoria per bambini è infatti un processo che va ben oltre il semplice benessere psicofisico: è un’attività che consente di allenare anche la mente, facendo in modo che i piccoli imparino a conoscere giorno per giorno la realtà che li circonda e allo stesso tempo a usare correttamente le articolazioni e la coordinazione fisica.

Alcuni medici sostengono che la costruzione del corpo comincia proprio dall’infanzia e riveste un ruolo fondamentale il come e cosa si fa per i primi anni della vita. La fase di crescita nei primi anni di vita si può suddividere in:

 

-aumento del peso che comporta cambiamenti soprattutto a livello muscolare e adiposo;

-aumento della statura a livello scheletrico.

Un lavoro di educazione motoria dovrebbe essere iniziato già nel bambino neonato attraverso specifiche stimolazioni fisiche: lasciandolo cioè libero di strisciare, andare a gattoni e, in fase di apprendimento della stazione eretta, lasciandolo in piedi senza scarpe. Dai 2 ai 4 anni si cominciano poi a sollecitare gli schemi motori di base, come camminare, correre, saltare, arrampicarsi, inginocchiarsi e così via. 

Il movimento del corpo e delle sue parti (camminare, correre, arrampicarsi, nuotare) è formato sia da schemi motori innati sia dall’allenamento e dall’esercizio. In particolare le attività fisiche che sviluppano la capacità motoria o motricità nei primi anni di vita sono quelle che insegnano la coordinazione dei movimenti, il loro controllo da parte del bambino, lo sviluppo dell’equilibrio, l’ampliamento degli schemi motori. 

In che modo si attuano all’asilo questi tipi di attività? Gli educatori si servono di percorsi motori da loro stessi ideati e pensati, attraverso l’ausilio di birilli, cubi colorati, cerchi. Inoltre bravi insegnanti si ingegnano a preparare micro lezioni di ginnastica semplice da eseguire a corpo libero oppure con l’aiuto di attrezzi ludici vari come tappeti ad incastro o tappeti pieghevoli, moduli di psicomotricità, palloni, alternando regole da seguire ritmicamente con cadenza musicale. Molto utile anche favorire l’attività fisica naturale fatta attraverso il gioco spontaneo: in questo caso gli educatori sono semplici osservatori dei gesti dei piccoli.



Dott.ssa Erica Mazzucato

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Narciso Group

L’intelligenza emotiva non è solo una qualità dell’uomo, ma è posseduta anche dal cane.

La capacità di riconoscere, comprendere e gestire le proprie ed altrui emozioni è un elemento

fondamentale che sta alla base della formazione del binomio uomo-cane.

Le vicende che riportano l’impiego delle unità cinofile in situazioni catastrofiche, dove sono coinvolte vite umane, ha contribuito alla diffusione mediatica di questo nuovo connubio, tanto da farle diventare quasi una moda.

Le associazioni cinofile, i corsi di educazione e addestramento, le discipline sportive, le figure più o meno professionali hanno avuto un incremento esponenziale. Tutto ciò ha determinato una evoluzione, alle volte negativa, di un concetto puro e semplice. L’unità cinofila al servizio del sociale e dell’umanità.

Spesso si confonde il desiderio di aiutare con il desiderio di apparire. Il narcisismo patologico da social media spinge le persone ad intraprendere attività che non hanno come unico scopo il sociale, l’aiuto dei più deboli, l’incentivazione dell’inclusione, il benessere psicofisico di noi stessi e di chi ci circonda.

E’ per questo che dobbiamo ritornare ai vecchi valori, alle antiche emozioni, alla viscerale sensibilità che spinge l’uomo e il cane a scambiare emozioni e a costruire rapporti che siano utili al prossimo.

L’Associazione Luni e le tose è una piccola squadra di persone appassionate di cinofilia, alcune con una esperienza decennale, altre nuove del settore, ma mosse dalla volontà di costruire un nuovo percorso emozionale di costruzione del rapporto con il proprio cane, ma il cui obiettivo deve essere l’utilità sociale.

Il Direttore Tecnico della squadra ricorda ancora i primi anni, le prime emozioni.

Nascevano i primi corsi di cinofilia, mossi dall’entusiasmo, più che dalle tecniche accurate. La

voglia di stare insieme, di allenarsi, il concetto di squadra e sacrificio. Ore ed ore passate in compagnia del proprio cane e dei propri compagni, tenendo conto del sacrificio delle famiglie.

Le certificazioni di soccorso valanga, superficie, macerie con entrambi i suoi inseparabili compagni sono stati solo una tappa, un punto da cui partire per costruire qualcosa di più grande. La consapevolezza che il connubio poteva essere utile per molti: anziani, disabili, emarginati sociali, scuole, strutture sanitarie.

L’associazione fa parte della Protezione Civile comunale di Volpago del Montello in provincia di Treviso e del Nucleo Volontari Montello. I volontari: Raffaele con Sepp e Schay,

Roberta con Maja e Quick, Nadia con Muso e Ciak, Sabrina con il cucciolo Jack e Gianluca che fa da supporto a tutta la squadra.

Tanti i progetti per il 2019. Nel giro di pochi mesi sarà attivo il nuovo campo da lavoro comunale. L’area sarà destinata completamente alle attività di addestramento dei volontari dell’associazione. Oltre al training, le unità cinofile avranno l’obiettivo di mettersi al servizio della comunità organizzando degli open days e delle giornate a tema. Sarà fondamentale la progettazione dell’attrezzistica da utilizzare per l’allenamento e soprattutto l’accessibilità all’area. A questi nuovi eventi parteciperà attivamente Narciso Group srl che affiancherà L’associazione e darà supporto per creare contesti idonei ed adeguati all’ allenamento

 

Narciso Group srl ha trovato nella  Associazione Luini e le Tose un partner con gli stessi valori e che si impegna nel quotidiano ad aiutare le persone in difficoltà. Essendo i due enti sulla stessa lunghezza d’onda hanno deciso di iniziare un cammino insieme di crescita e di divulgazione dei loro progetti

 

 

 

Associazione Luni e le tose

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Narciso Group

Purtroppo la cultura della prevenzione delle patologie posturali non è molto sentita, le strutture sportive si preoccupano molto della cultura del vincere e delle performance atletiche e meno della sicurezza e della salute, le strutture sanitarie preposte a preservare la salute degli atleti rivolgono le loro attenzioni più alle terapie post-infermità e meno alle iniziative e attività di prevenzione.

DIM Diagnostica Dinamica Integrata rappresenta un approccio multidisciplinare scientifico e ripetibile per la prevenzione, la correzione ed il mantenimento del sistema posturale fine nello sport all’avanguardia, la strumentazione diagnostica DIM è già una realtà.

Ciò che viene misurato è il sistema posturale fine che presiede al controllo ed alla regolazione dell’equilibrio corporeo, quando si determina una disfunzione di uno dei sistemi regolatori, si può instaurare una sofferenza a carico dell’apparato locomotore con riduzione della performance atletica.

DIM previene: analizzando il sistema posturale fine nella fase dello sviluppo e della crescita corporea prima che una disfunzione si strutturi in maniera permanente sul sistema muscolo-scheletrico.

DIM aiuta la correzione terapeutica: le indicazioni diagnostiche permettono di individuare immediatamente il distretto, l’area /sistema in disfunzione che induce gli scompensi posturali.

DIM mantiene: la diagnostica permette il costante controllo del sistema posturale fine nel tempo e l’efficacia delle terapie utilizzate.

DIM controlla: attraverso la strumentazione diagnostica, si riesce a verificare lo stato di benessere posturale prima del trattamento, durante il trattamento ed alla fine del trattamento. Ciò detto, permette di tenere sotto controllo l’andamento delle terapie introdotte sul sistema posturale e modificare all’occorrenza l’approccio medico.

Intendiamo creare nel quadriennio 2019/2024 delle strutture di riferimento sul territorio in ogni provincia e capoluogo dove svolgere le nostre attività di supporto formativo e diagnostico in partnership con le strutture locali già presenti, le aree geografiche di azione per lo sviluppo del progetto pilota saranno il sud di Roma e sud Lazio attraverso le Federazioni Sportive, gli Enti di Promozione Sportiva, le ASD.

Il nostro obiettivo è quello di permettere a tutti gli sportivi di poter accedere ai progetti di screening e ricerca per prevenire e ridurre gli infortuni in ambito sportivo-muscoloscheletrico, mantenendo sempre elevata la loro performance sportiva, migliorando la longevità sportiva

Prevenire è meglio che non giocare

 

 

Dr. M. Favaretti, Dr.FT, M. Lucarelli, Dr. V. Vicaro

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Narciso Group

Siamo stati contattati per il progetto di realizzazione del nuovo angolo morbido per l’Ambulatorio Pediatrico della Struttura Complessa di Pediatria Oncologica dell‘Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Coordinandoci con la dott.ssa Maura Massimino, direttrice del Reparto, tramite la Dott.ssa Biassoni e il sig. Andrea Gazzi, educatore, abbiamo realizzato un’area costituita da materassi morbidi a muro di colore diverso e un tappeto pieghevole come fondo e seduta per i bambini. Inoltre sono stati inseriti due moduli di psicomotricità, una scaletta sali-scendi e un cilindro per permettere ai bimbi di giocare, fare movimento e divertirsi in completa sicurezza. Tutti i moduli e altri giocattoli sono stati donati dall’ Associazione Faustino Pugliese impegnata con il suo presidente, la Signora Maria Suppa, nella raccolta fondi per sovvenzionare la ricerca per la cura dei tumori e il miglioramento della qualità di vita dei pazienti oncologici.

L’associazione Faustino Pugliese, costituita nel settembre del 2017 in memoria del marito del Presidente e del suo esempio di vita sempre pronto ad aiutare gli altri, sostiene la ricerca contro il cancro, i pazienti oncologici e le loro famiglie. In un anno di vita l’Associazione ha realizzato più di un progetto tra i quali l’acquisto di 4 carrozzine speciali e di 3 macchinari per infusione dei medicinali destinati alla CASA SOLLIEVO BIMBI, nuovo hospice pediatrico che sarà inaugurato in aprile 2019 e realizzato dalla fondazione VIDAS a Milano.

L’ultimo progetto portato a termine è l’ANGOLO SORRISO, inaugurato il giorno mercoledì 28 novembre 2018 con il taglio del nastro in nostra presenza, dei medici e degli operatori del reparto, di alcuni famigliari con i loro bambini e i rappresentanti dell’Associazione Faustino Pugliese.

L’Associazione, inoltre, ha apposto una targhetta nell’area in onore del proprio fondatore con una frase simbolica e significativa: IL SORRISO DI UN BAMBINO E’ QUEL SOGNO CHE MAI AVRA’ TRAMONTO.


Oggi per noi tutti è stata una giornata particolare, positiva toccante e che ci ha arricchiti di emozioni con l’augurio che l’impegno di tutte le persone coinvolte in questo progetto e in altri futuri, possa dare dei momenti di gioia ai bambini e imprimere ogni giorno un sorriso ai loro volti.

 

 

Dott.ssa Erica Mazzucato

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Narciso Group

La pallavolo o volley ball è uno sport di squadra. In campo si sfidano due squadre, ognuna composta da sei giocatori, che si competono la palla su un campo da gioco rettangolare 18 x 9 metri, diviso da una rete sorretta dai 2 pali dell’ impianto da pallavolo. Le linee di delimitazione fanno parte del campo stesso. Dalla linea sotto rete, che divide i due campi, viene tracciata, a distanza di 3 metri, un’altra linea per delimitare la zona di attacco (sotto rete) e di difesa. La rete è disposta ad un’altezza di 2,43 metri per gli uomini, e di 2,24 metri per le donne mentre sono previste altezze inferiori per le squadre miste e per le giovanili.

Dal gioco della pallavolo sono derivate altre discipline sportive come il beach volley, giocato sulla sabbia, il foot volley e il park volley.

 

Anche se abbiamo testimonianze sin dall’antichità di giochi con la palla  che si potrebbero considerare gli antenati della pallavolo, dobbiamo l’invenzione della forma moderna di questo sport ad un istruttore di educazione fisica americano, William Morgan, nel 1895. Morgan chiamò questa nuova disciplina sportiva con il nome di Minonette finchè un altro americano, Alfred F. Halstead, lo cambiò in volle ball. Questo nuovo sport conquistò rapidamente tutti i college degli Stati Uniti ed il resto del mondo. Giunse in Europa durante la prima guerra mondiale.
La Federazione Internazionale di Pallavolo fu creata a Parigi nel 1947.

  

Ma quali sono le regole di gioco della Pallavolo?

Nei campionati italiani, ogni squadra può avere un massimo di 13 giocatori, di cui 6 in campo e gli altri come riserva. Lo scopo del gioco è fare cadere la palla nel campo avversario, nella zona libera o fuori dal campo ma solo dopo il tocco di un avversario. La partita si divide in set, ognuno dei quali si vince con 25 punti ma con almeno 2 punti di vantaggio sul punteggio della squadra avversaria. Al termine di ogni set, le squadre hanno alcuni minuti di pausa e sono obbligate a cambiare campo. I set da conquistare sono al meglio dei 5, il che significa che bisogna vincerne 3 su 5. Nel caso si arrivi al punteggio di set 2-2, il quinto viene chiamato time-break e viene giocato ai 15 punti.
Il campo è suddiviso in due zone, quella d’attacco e quella di difesa, che va dalla linea dei 3 metri fino a fondo campo. Ogni squadra composta da 6 giocatori, ne ha 3 in attacco e 3 in difesa. I ruoli dei giocatori sono: palleggiatore, centrale, banda, opposto e libero, questo ha l’unico scopo di difendere il campo dagli attacchi della squadra avversaria e viene riconosciuto perchè  indossa una maglia di colore diverso dal resto della squadra.

La squadra che inizia con il possesso di palla è “al servizio” ed il giocatore alla “battuta”  mette la palla in campo di gioco al fischio dell’arbitro. Il gioco continua fino alla conquista del punto. Per ogni azione di gioco, la squadra ha a disposizione tre tocchi per mandare o rimandare la palla nel campo avversario. Uno stesso giocatore non può eseguire due tocchi consecutivi. La palla non può essere fermata o trattenuta.

 

Se il punto è stato conquistato dalla squadra già “al servizio”, essa continua a servire e a “battere la palla”. Se il punto invece è conquistato dall’altra squadra, la palla passa al servizio di quest’ultima. Ad ogni cambio di battuta da una squadra all’altra, i giocatori di entrambe le squadre ruotano in senso orario per far alternare ai giocatori i ruoli giocati in campo.

 

La pallavolo è stata inserita nel programma dei Giochi Olimpici nel 1964, a Tokyo e sin da questa edizione, sono stati disputati sia il torneo maschile sia quello femminile. Oggi, con circa 260 milioni di praticanti, la pallavolo è uno degli sport tra i più popolari al mondo.

 

Dott.ssa Erica Mazzucato

 

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Narciso Group

Quando si parla di realizzare una superficie sportiva, bisogna prendere in considerazione  tutte quelle che possono essere le variabili del caso come l’utilizzatore finale, l’accessibilità all’area ai visitatori abbattendo le barriere architettoniche e ai mezzi di soccorso e al contesto nel quale verrà creata questa opportunità di fare sport in modo trasversale, indipendentemente dalla fascia di età e dal tipo di possibilità fisica che si ha. Oltre a creare tutte quelle condizioni che possono permettere a tutti di accedere, di allenarsi di fare sport a livello amatoriale o agonistico, molto spesso si cerca di dar vita ad una realtà complessa che raccolga al suo interno  varie aree sportive creando una cittadella multidisciplinare con l’obiettivo di creare le condizioni per un incontro/confronto tra i vari sport. Per concretizzare quanto sopra premesso la scelta del pavimento più idoneo deve possedere determinati requisiti quali: essere planare e omogeneo, drenare, che può essere utilizzato da scarpe chiodate ma allo stesso tempo anche da ruote (biciclette, handbike, sedia a rotelle) e che abbia un giusto equilibrio tra l’assorbimento della pressione esercitata sulla superficie e la sua memoria a ritornare allo stato iniziale. Una realtà del genere è presente a Padova in una Onlus privata dove è stata collocata una pista di atletica rispettosa di tutti i parametri sopra elencati con al centro una platea in calcestruzzo multisport di colore verde a quota pista per evitare dislivelli. Su questa platea si può praticare pallavolo,  basket e pattinaggio.

Sempre in quest’area in data 20 ottobre 2018 il progetto Obiettivo 3, che ha lo scopo di avviare allo sport atleti con disabilità dando loro un valido supporto a livello tecnico sportivo e nella scelta dell’ausilio per la pratica del loro sport, ha organizzato un evento per reclutare potenziali candidati per le Paralimpiadi di Tokio 2020.

Fondato dal campione Alex Zanardi, Obiettivo3 in un anno e mezzo di attività ha già raggruppato più di trenta atleti provenienti da tutta Italia e che si sono messi in gioco sognando Tokio. In questo periodo gli atleti di O3, che praticano handbike, ciclismo e atletica, hanno già raccolto tante soddisfazioni, guadagnando svariate medaglie nazionali, europee e mondiali. 

 

Pierpaolo Narciso

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