Il calcio femminile come espressione del gesto tecnico

 “Il calcio non è uno sport per signorine”  è una definizione che accompagna questo mondo fin dagli inizi del secolo scorso e divenuta a tutti gli effetti un cliché. Come tutti i cliché ha poi continuato a rimanere un pensiero comune, anche se questo, poi, è muto nel tempo. Ma è davvero così? Il calcio è solo per gli uomini? No, in senso assoluto. Le normali differenze di struttura fisica rendono le discipline maschili molto differenti da quelle femminili, un po’ in tutti gli sport e il calcio non fa certo eccezione. L’uomo ha una ossatura molto più massiccia e pesante, dunque l’agonismo e il contrasto fisico hanno una importanza superiore nel calcio maschile, rispetto a quello femminile.
Viceversa, tra le donne si apprezza di più il gesto tecnico, e il calcio stesso risulta molto gradevole proprio perché svuotato dall’imponenza fisica.
 
Calcio femminile: quando nasce?
La prima edizione del campionato italiano di Serie A risale al 1968. Le spinte riformiste di quel periodo diedero probabilmente lo stimolo decisivo a dare forma definita a un movimento che era già nato nell’immediato dopoguerra. Nasce così la Federazione Italiana Calcio Femminile, che inizia ad organizzare il primo torneo nazionale di calcio, poi vinto dal Genova.
Per chi non ha mai frequentato o visto una partita e si stesse chiedendo come funziona il calcio femminile, beh, la risposta è: esattamente come quello maschile. Serie A, Serie B, promozioni, retrocessioni, tre punti a vittoria e tanto agonismo. Quest’ultimo aspetto è quello che più di tutti ha faticato a venire accettato nell’immaginario collettivo, perché il cliché di cui si parlava prima.
Come detto il calcio femminile si gioca negli stessi campi da calcio ed esattamente come il calcio maschile, ma una differenza grande c’è: la distribuzione delle vittorie. In 49 edizioni, il Campionato Italiano è stato vinto da ben 22 formazioni diverse. Ci sono grandi società (come la Lazio e il Milan) che sono state pioniere rispetto ad altre, ma in generale gli scudetti sono stati spesso espressioni di città più piccole.

 

Il calcio femminile nel mondo

Anche le appassionate di altre nazioni hanno avuto discriminazione come avvenuto nei decenni scorsi alle donne italiane che volevano giocare a calcio? Niente affatto. Nei paesi scandinavi, per esempio, il calcio femminile è uno sport diffusissimo con milioni di praticanti. Ma l’esempio forse più incredibile è quello degli Stati Uniti.

Negli USA, proprio il paese in cui il calcio ha sempre faticato moltissimo ad affermarsi a livello maschile, stritolato da discipline più popolari come Basket, Football Americano, Baseball e Hockey, il “soccer” femminile ha trovato il suo vero e proprio apprezzamento. Non solo: gli USA sono ad oggi la prima nazione con 3 mondiali di calcio femminili vinti.

Questo è dovuto esclusivamente alla popolarità di questo sport a quelle latitudini. Nel momento in cui anche da noi il calcio femminile diventerà presenza abituale su giornali e media, allora le calciatrici più forti diventeranno stelle paragonabili ai colleghi uomini.


Calcio femminile e stipendi

Tecnicamente il calcio femminile professionistico non esiste ancora in Italia, poiché i due campionati principali (Serie A e Serie B) non sono inquadrati come figure professionali. Di fatto, però, le cose stanno cambiando velocemente. Certo gli incredibili guadagni dei colleghi maschi sono qualcosa di irraggiungibile, ma oggi anche le calciatrici riescono a vedere riconosciuto economicamente il loro talento e la loro passione. Al momento il contratto prevede una retribuzione massima di circa 30mila euro all’anno, che arrivano a 50mila con una serie di altri bonus. La situazione è però in continuo divenire e la ragione è facilmente comprensibile: se il movimento continuerà a crescere con questa velocità il giro di affari (con sponsor e diritti tv) non potrà che aumentare di pari passo.

 

Come iniziare a giocare a calcio se sei una donna?

Sei una ragazza appassionata di calcio? In tutte le principali città, ma anche in centri più piccoli, esistono oggi sia scuole calcio dedicate alle donne, che società un po’ più organizzate che assemblano sia squadre maschili che femminili. Inoltre, non di rado anche nelle scuole si organizzano squadre, partite e campionati di calcio femminile.

Comunque sia, che si tratti di ragazzi o ragazze, il primo passo di amore verso il calcio si chiama “pallone”: prendere confidenza con questo strumento di gioco è fondamentale e non serve una struttura specializzata. Palleggi, colpi di testa e trick vari sono il modo migliore per sensibilizzare tutto il corpo nei confronti del pallone e poi, verrà tutto il resto.

 

 

Dott.ssa Erica Mazzucato