Fare sport su un campo in erba naturale

Un campo in erba naturale è una superficie di gioco che rappresenta la soluzione più ecosostenibile che si possa avere in quanto la superficie erbosa contribuisce alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente in vari modi:

  1. Producendo ossigeno.

Per esempio, un campo da calcio, delle dimensioni di 7000/8000 metri quadri riesce a catturare e assorbire 12 tonnellate di anidride carbonica all’anno per poi trasformarla in ossigeno.

 

  1. Raffreddando la crosta terrestre.

Le superfici in erba naturale riducono maggiormente il calore rispetto al terreno nudo o all’erba sintetica grazie al processo di evapotraspirazione che consiste nel trasformare l’umidità del terreno in vapore acqueo che viene liberato nell’atmosfera abbassando la temperatura media del suolo.

 

  1. Purificando l’acqua ed il terreno dall’inquinamento.

I microorganismi presenti nel terreno svolgono una attività di purificazione delle acque di precipitazione che contengono sostanze nocive e restituiscono all’atmosfera vapore acqueo sanificato e un manto vegetale ripulito da contaminanti chimici e non.

 

  1. Riducendo il rumore e la polverosità.

Il tappeto erboso riveste un ruolo importante perché attenua il rumore e allo stesso tempo trattiene le polveri per mezzo dei filamenti di cui è composto.

 

Grazie ai programmi di ricerca, che negli ultimi anni sono stati molti e importanti, si è riusciti ad ottenere e a mettere a disposizione una varietà di sementi vegetali di tappeto erboso che si adattano alle condizioni locali e alle attività sportive solitamente praticate su erba naturale come il calcio, il rugby, e le attività ippiche. Il continuo lavoro di miglioramento genetico, in questo ambito, mira a ottenere varietà con maggiori qualità in termini di:

  • Resistenza all’usura e al calpestio;
  • Tolleranza verso il compattamento;
  • Tolleranza al taglio basso;
  • Rapidità di insediamento e densità della copertura verde;
  • Tardiva entrata in riposo autunnale;
  • Resistenza alle malattie;
  • Tolleranza agli erbicidi;
  • Vigore e stabilità in campo della pianta;
  • Resistenza alla siccità;
  • Tolleranza agli stress salini;
  • Tolleranza all’ombreggiamento.

 

Entrando nello specifico degli sport su prato, si può affermare che la maggior parte degli sportivi, di tutti i livelli, preferisce giocare su un tappeto naturale in quanto c’è un migliore appoggio delle calzature, un maggior attrito in caso di umidità e quindi una minore possibilità di scivolare e cadere ed una maggiore elasticità della superficie.

 

Tra i molti aspetti che però preoccupano le amministrazioni pubbliche ed i circoli sportivi che scelgono i campi in erba naturale, c’è soprattutto la manutenzione che periodicamente va fatta. Si deve però tenere in considerazione che, in condizioni climatiche favorevoli, con cure agronomiche e del terreno idonee e con l’impiego di varietà di sementi all’avanguardia (adatte a quel terreno, a quelle condizioni climatiche specifiche e al tipo di sport da praticare), il prato naturale può considerarsi la soluzione più vantaggiosa anche a livello economico.

Lo stato di salute di un prato naturale può essere migliorato attraverso la risemina del prato, rigenerando così le zone danneggiate, e rinfoltire quell’area. Oggi un prato naturale ben costruito e con una corretta manutenzione permette di giocare fino a 450 ore all’anno rispetto alle 330 ore all’anno di 40 anni fa.

 

Pierpaolo Narciso