Quale disciplina sportiva è adatta al nostro bambino?

Quale disciplina sportiva piace a nostro figlio?

La scelta è ampia e le motivazione per scegliere uno sport rispetto ad un altro possono essere molteplici ma la costante che ogni genitore non deve dimenticare è che a scegliere lo sport da praticare è solo ed esclusivamente nostro figlio e, da piccoli, il divertimento nel fare sport ci deve sempre essere!

 

Un elenco (in ordine casuale, non d’importanza) e una piccoli analisi dei vari sport possibili segue:

Atletica leggera

Si può iniziare a 6-8 anni, ma solo sotto forma di gioco, perché il bambino non tollera carichi e sforzi prolungati. L’ atletica leggera richiede sia capacità di coordinazione neuro-muscolare sia capacità metaboliche, che prima di una certa età non sono ancora sviluppate. In altre parole, l’organismo del bambino non è preparato a sostenere un certo ritmo e una certa intensità: ecco perché, se papà e figlio fanno una corsa insieme, dopo un po’ il bambino si ferma perché non ce la fa più a sostenere il ritmo. Fino all’adolescenza, pertanto, si può parlare solo di pre-atletica, che ancora una volta è ottima per arricchire il bagaglio di esperienze motorie ma deve essere condotta con tempi e sforzi commisurati all’età del bambino.

Perché sceglierla

È uno sport che fornisce una buona preparazione di base.

Nella bella stagione si pratica all’aria aperta.

Quando l’attività agonistica: 16 anni.

 

Bicicletta

Ad andare in bici il più delle volte si impara durante un pomeriggio al parco insieme a mamma e papà, e da quel momento può essere un modo piacevole per trascorrere una domenica all’aperto tutti insieme. In genere si incomincia a muoversi senza rotelle intorno ai 4-5 anni.

Perché sceglierla

Quando si parla di pedalata con i genitori o gli amici, non può essere considerata un’attività sportiva vera a propria: il ciclismo, invece, richiede una pratica costante ed è finalizzata al raggiungimento di obiettivi.

Tuttavia ha un ruolo importante nel favorire lo sviluppo della personalità: aiuta ad acquisire fiducia in se stessi, amplia l’autonomia, la libertà, la responsabilità, la capacità di osservazione e di scelta perché il bambino impara ad anticipare le situazioni, prendere decisioni e risolvere problemi.

La bicicletta insegna a stare in equilibrio, coordinare i movimenti e a rispettare le regole della strada! Pedalare, inoltre, offre l’opportunità di stare all’aria aperta e in compagnia di famigliari e amici.

Quando l’attività agonistica12 anni.

 

 

Calcio 

Il vero e proprio calcio si intraprende verso i 7-8 anni. Prima si parla solitamente di minicalcio, in un campo ridotto e con delle porte da calcio più piccole. Anche il numero dei bambini in squadra è inferiore e soprattutto non ci sono ruoli ma più che altro divertimento, movimento ed esercizi propedeutici al calcio. Un allenamento strutturato prima dei 12 anni non è pensabile perchè il bambino non è pronto né dal punto di vista della coordinazione neuro-muscolare, né dal punto di vista delle capacità condizionali come forza, velocità, resistenza.

Il calcio sviluppa solo la muscolatura delle gambe quindi molto spesso, viene abbinato a nuoto o palestra per uno sviluppo completo dei muscoli del corpo.

Perché sceglierlo

E’ una delle attività che più favorisce la socializzazione e lo spirito di squadra.

E’ molto coinvolgente anche per la grande partecipazione di pubblico nei confronti di questa disciplina. 

Quando l’attività agonistica: 12 anni.

 


Danza

È l’attività preferita delle bambine, che sin da piccole sognano di vedersi col tutù, ma sono sempre più numerosi i maschietti che si avvicinano con passione alla danza. I primi corsi partono dai 5 anni.

Perché sceglierla

Abitua a una postura corretta, regala grazia ai movimenti e insegna il senso del ritmo. Conoscere e sviluppare la musicalità è utile per far emergere qualcosa che è innato in noi, e che potremo utilizzare come base per apprendimenti futuri, esattamente come si fa con la forza, la resistenza o la velocità.

La danza può essere considerata un’attività completa perché prevede, oltre all’apprendimento dei passi base della danza, una preparazione generica attraverso la ginnastica.

Quando l’attività agonistica: 8 anni.

 

 

Ginnastica

La ginnastica generica è un’attività molto consigliata per i bambini e si può intraprendere intorno ai 5 anni.

Perché sceglierla 

Tra gli sport, è sicuramente uno dei più completi poiché favorisce l’armonico sviluppo di ossa, muscoli e articolazioni e aumenta la conoscenza, la consapevolezza ed il controllo del proprio corpo.

La ginnastica può essere il complemento ideale di discipline più specifiche, come il tennis o il calcio. 

Quando l’attività agonistica: 6-7 anni. 

 


Judo e karate

Sono entrambe arti marziali, che possono essere intraprese non prima dei 7-8 anni perché richiedono una coordinazione neuromotoria e una certa forza, che comincia a svilupparsi solo verso gli 8-9 anni, per poi completarsi negli anni successivi.

Perché sceglierli

Le arti marziali possono rivelarsi utili sia ai bambini più timidi e insicuri, perché infondono fiducia nelle proprie capacità, sia a quelli più vivaci, perché insegnano a controllare l’iperattività.

Attraverso l’apprendimento di certe posture il bambino acquisisce gradualmente la conoscenza, la consapevolezza e il controllo del suo corpo. 

Quando l’attività agonistica: per il karate 11 anni, per il judo 14 anni.

 

 

Nuoto

Nell’acqua il bambino si sente a suo agio perché ritrova la sensazione di stare nella pancia della mamma, dove è cresciuto per 9 mesi. Dunque, il nuoto è consigliato fin da piccolissimi. I primi corsi veri partono dai 3 anni. 

Perché sceglierlo 

Il nuoto consente uno sviluppo armonioso di tutto il fisico, aiuta la coordinazione dei movimenti, oltre ad insegnare a nuotare.

Imparare a nuotare è un po’ come imparare a camminare: come camminare è la tecnica base che un bambino deve apprendere sulla terra ferma prima di poter fare qualunque altra attività sportiva, così nuotare è la tecnica base per imparare a muoversi nell’elemento acqua, un punto di partenza per tutti gli altri sport acquatici, come pallanuoto o nuoto sincronizzato.

Nuotare è una formidabile occasione di conoscenza: in acqua il bambino è inserito in un elemento che è in contrasto col proprio corpo e questo gli consente di prendere meglio coscienza del suo corpo.

Il nuoto, infine, è un’attività che non dà carichi sull’apparato locomotore, perché l’acqua toglie l’effetto peso e non si rischiano traumi.

Quando l’attività agonistica: 8 anni.

 

 

Pallacanestro e pallavolo

Pallavolo e pallacanestro sono entrambi sport di situazione come il calcio, e per questo si possono cominciare verso i 7-8 anni purché si tratti di corsi specifici per bambini, che prendono il nome di minibasket e minivolley. Non prima, perché non è facile apprendere il gesto atletico specifico, inoltre il bambino non ha ancora sviluppato la coordinazione neuro-muscolare e le capacità condizionali necessarie. 

Perché sceglierli

Sono attività che fanno lavorare sia le gambe che la parte superiore del corpo, allungano la colonna vertebrale e fortificano gli addominali.

Stimolano lo spirito di gruppo e sviluppano precisione e abilità.

Quando l’attività agonistica: 12-13 anni. 

 

 

Pattinaggio

È uno sport che si può iniziare abbastanza presto, intorno ai 5 anni, ma deve essere affiancato da un’attività generica, come il nuoto o la ginnastica, poiché stimola prevalentemente gli arti inferiori.

Perché sceglierlo

Consente di apprendere un equilibrio diverso da quello al quale si è abituati, quindi è un’ottima occasione per sviluppare le capacità coordinative.

È uno sport concepito come attività ludico-ricreativa e di socializzazione e di condivisione del divertimento col gruppo.

Il pattinaggio lavora molto sulla flessibilità articolare.

Quando l’attività agonistica: 7 anni. 

 


Scherma e tennis

Come il calcio, il basket e la pallavolo, la scherma e anche il tennis sono sport di situazione, che quindi richiedono certe capacità che il bambino piccolo non possiede ancora. Inoltre sono sport cosiddetti monolaterali o asimmetrici, perché fanno lavorare solo alcune parti del corpo, in particolare uno degli arti superiori. I corsi si possono cominciare sin dai 7-8 anni perché prima di questa età è poco sviluppata la coordinazione neuromotoria, alla base di queste discipline, ma in questo caso più che mai è fondamentale che si faccia prima della preparazione generica per riequilibrare la simmetria del corpo e poi si apprenda la tecnica con la racchetta in mano.

Perché sceglierli

Sono entrambe attività che divertono e appassionano, inoltre sviluppano molto concentrazione e disciplina. 

Quando l’attività agonistica: tennis 10 anni e scherma 8 anni. 

 

 

Sci

E’ un’attività che si può apprendere sin da piccoli, verso i 4 anni, perché il gesto tecnico è complesso ma, tuttavia, non è basato sulla forza. Inoltre i bambini sono avvantaggiati dal fatto di avere un baricentro molto basso che consente loro maggiore stabilità. 

Perché sceglierlo

Sviluppa l’agilità, la coordinazione neuro-motoria e l’equilibrio ed insegna ad avere fiducia nelle proprie capacità. 

Lo sci si pratica in montagna, dove è possibile respirare aria pulita e si è a stretto contatto con la natura. 

Quando l’attività agonistica: 11 anni. 

 

 

Yoga

Lo yoga è una pratica adatta a qualsiasi bambino ma è soprattutto indicata per i bambini che fanno fatica a stare fermi, iperattivi, ansiosi, paurosi o con difficoltà a rimanere attenti.

 

 

Zumba

Sempre più palestre propongono corsi di zumba per bambini. Il vantaggio di questo sport è che permette ai bambini di esprimere la propria fisicità e da molti benefici: aiuta a combattere l’obesità, a migliorare la coordinazione e il controllo dei movimenti. Inoltre la musicalità e le coreografie di gruppo sviluppano la creatività, la fantasia e il rispetto per gli altri.

 

 

Rugby

E’ uno sport sempre più scelto in Italia come alternativa al calcio. Il rugby è un’attività in cui si sta insieme agli altri, si fa gruppo e si incoraggiano anche gli avversari. I ragazzi che giocano a rugby si ritrovano senza neppure accorgersene a rispettare gli orari, i compagni, il capitano, gli allenatori e, cosa essenziale, gli avversari.

 

Dopo questo bagaglio di informazioni per noi adulti, siamo pronti ora a fare un lungo tour tra le società sportive per far provare tutti questi sport ai nostri figli?

La possibilità di scelta è varia ma lasciamo che bambino e sport si scelgano a vicenda!

 

Dott.ssa Erica Mazzucato