Lo sport fa bene ai bambini

Lo sport fa bene ai bambini, lo affermano molti medici e praticare sport in età pediatrica presenta tanti aspetti positivi:

-assicura un adeguato sviluppo dell’apparato scheletrico e muscolare,

-regola il metabolismo,

-favorisce la socializzazione

-è un’attività molto piacevole e divertente per i bambini e per i ragazzi

-alcuni sport permettono di stare all’aria aperta

 

E’ oggettivo che i nostri bambini, ad oggi,

  1. fanno una vita troppo sedentaria e trascorrono tante ore a letto o sul divano a guardare la tv, sono portati all’asilo o a scuola il più delle volte in macchina o con i mezzi pubblici. Le ore di scuola prevedono solo in parte attività motoria o di gioco dinamico, che permetta il movimento e l’apprendimento. Nel pomeriggio, poi, quando tornano a casa, fanno i compiti, guardano la tv e poi cena.
  2. sono a rischio sovrappeso come conseguenza della vita troppo sedentaria a cui,a volte, si aggiunge un’alimentazione non corretta come merendine e bevande zuccherate anche fuori pasto.

 

 

Fare sport sin da piccoli permette di acquisire un bagaglio di esperienze motorie prezioso per tutta la vita perché lo sport, oltre a permette di strutturare una muscolatura migliore, favorisce in giovane età  lo sviluppo delle capacità coordinative, come l’equilibrio e l’orientamento, e le capacità condizionali, ossia la forza, la resistenza e la velocità. Inoltre, anche se interromperà per alcuni anni la pratica sportiva, il suo corpo conserverà memoria dei benefici acquisiti da piccolo e quando, da adulto, vorrà riprendere a fare sport o vorrà intraprende uno sport nuovo, avrà già le basi su cui lavorare.

 

Di solito i primi approcci del bambino con lo sport avvengono come gioco, lanciando la palla con mani e piedi, oppure al mare o in piscina durante le vacanze estive.

Poi quando il bambino ha dai 3 ai 6 anni, i genitori cominciano a portarlo a fare sport.

 

Ma come scegliere lo sport giusto per il nostro bambino?

Gli esperti consigliano, per i bambini dai 3 ai 6 anni, di praticare un’attività il più possibile generica, come per esempio il nuoto o la ginnastica in modo da favorire uno sviluppo armonico di tutto il fisico. Sono controindicate le attività troppo specifiche, come il calcio o il tennis, perché il bambino non ha ancora acquisito né destrezza né sviluppo fisico adeguati.

È da tenere in considerazione, però che in questa fascia d’età, i bambini non percepiscono molto la differenza tra i vari sport perché in tutti i casi l’approccio è ludico e non si entra nello specifico della disciplina sportiva. Fino ai sei anni, infatti, non si può parlare di sport vero e proprio ma più di esperienza del proprio corpo perché si è in un’età in cui l’individuo è molto ricettivo ad imparare cose nuove.

 

Dopo i 6 anni si assiste a un progressivo sviluppo sia del fisico che della capacità di coordinazione dei movimenti, che consente l’approccio a nuove discipline sportive, come per esempio l’atletica leggera o il basket. Dai 6 anni il bambino, attraverso la pratica sportiva, avrà la possibilità di sviluppare gradualmente le varie capacità (l’equilibrio, l’orientamento, la velocità etc) fino all’adolescenza, momento in cui, certe potenzialità potranno essere perfezionate con l’allenamento e in base al proprio talento individuale.

 

Con quale frequenza fare sport?

Indicativamente due-tre volte alla settimana, comprendendo anche l’attività fisica condotta a scuola.

 

Come valutare l’attività fisica fatta dai nostri bambini?

I genitori hanno il dovere di controllare che l’attività fisica sia condotta in modo corretto:

-ogni lezione deve prevedere una preparazione fisica di base,

-ogni lezione non deve essere ripetitiva e noiosa,

-il bambino deve avere la possibilità di divertirsi e di fare davvero sport.

 

Ci sono controindicazioni nel fare sport?

Fare sport fa bene alla salute e chiunque può beneficiare dell’attività sportiva, anche se si soffre di patologie particolari. Lo specialista saprà indicare l’attività più adatta caso per caso.

 

Sicuramente, a qualunque età si incominci a fare sport, la figura dell’istruttore è un punto di riferimento importante per il bambino. Fino ai sei anni il piccolo atleta non ha bisogno di un semplice insegnante, che impartisca delle nozioni, ma di tecnico che sappia entrare in empatia con lui, sappia ascoltarlo e riesca a farsi ascoltare.

Dopo i sei anni, all’istruttore spetta il compito di motivare il suo allievo, sostenerlo durante l’allenamento, consigliarlo e capire le difficoltà si possono nascondere dietro eventuali insuccessi. In questo modo si instaura una relazione forte e di fiducia tra atleta e allenatore che permette di far crescere entrambi e migliorarsi giorno per giorno in vista di obiettivi personali, sportivi e professionali sempre maggiori.

 

 

 

Erica Mazzucato