Il portiere di calcio: ruolo, allenamento e concentrazione

Come si diventa portiere in una squadra di calcio?

Spesso capita in età giovanile di giocare a calcio con gli amici o con la squadra di calcio del Paese. Bambini e ragazzi che praticano uno degli sport più diffuso e conosciuto al mondo a che richiede necessariamente per giocare solo un pallone. Ecco che si vedono emergere le prime predisposizioni con la palla e si definiscono i ruoli in campo sapendo già che, chi non è molto bravo con i piedi, viene relegato a fare il portiere.

Per chi ama il calcio, il portiere è visto come elemento meno importante della squadra, come un giocatore non principale perché non è dinamico e non è sempre presente nelle azioni finalizzate al goal.

In altri casi ci si avvicinano al ruolo del portiere per caso, provando a stare in porta durante gli allenamenti e riscoprendosi così portati e riuscendo in questo modo a vivere “il ruolo” in modo diverso, positivo, adatto alle proprie capacità.

E con il passare del tempo, poi, si comprende che essere portiere significa ricoprire una posizione strategica nell’organizzazione della propria squadra di calcio: spesso si dice “un portiere forte è già mezza squadra!”


Ma capiamo il perché?


Il portiere deve essere:

-attento e sempre pronto a ricevere e parare la palla ed essere quindi una barriera invalicabile al tiro in porta della squadra avversaria

-deve partecipare attivamente al gioco usando con sapienza e bravura sia mani che i piedi, diventando così un “attore” arretrato

Per difendere la porta da calcio che misura 7,32 x 2,44, grandezza non sottovalutabile, bisogna essere preparati fisicamente e psicologicamente. Spesso a fine allenamento, quando tutti i compagni di squadra vanno sotto la doccia, i portieri  restano in campo per sostenere durissime sedute di allenamento.


Tecnica, rapidità, giusta posizione, attenzione, controllo della tensione sono le doti necessarie per diventare un bravo numero uno in porta. Aiuta molto anche essere un pò intrepido, per poter fare della propria area di rigore  il proprio territorio da dover difendere a tutti i costi.


Come tutti gli sport, anche il calcio richiede un miglioramento continuo della propria  condizione atletica e fisica che si raggiunge con allenamenti costanti che vanno a rinforzare:

-i muscoli di braccia e gambe e in particolare i quadricipiti femorali impiegati nei tuffi lunghi

-i muscoli addominali, sia alti che bassi, che sono molto utilizzati nei tuffi  rapidi

Negli esercizi di tecnica si lavora molto sulla posizione tra i pali, tenendo presente che più si è bravi e meno ci si “tuffa” per prendere un lancio di palla, e sul bloccare la palla sia tra i pali sia in uscita alta e bassa.

Resta il fatto che ogni preparatore atletico di portieri ed allenatore, applica il proprio  metodo di lavoro dato da tanto studio ed esperienza e, perché no, dall’essere stato in età giovanile un giocatore professionista!

 

Francesco Berardi