Il canottaggio come sport di resistenza e velocità

Il canottaggio è uno sport di resistenza e velocità che usa come mezzo di allenamento delle barche note comunemente con il nome di Armo.  Il canottaggio è uno sport che si effettua all’aria aperta e la sua pratica non è vincolata dalle condizioni meteo: che ci sia il sole, il vento, la pioggia, che la colonnina di mercurio superi i 40°C o che sia sotto lo zero, il canottaggio si può praticare! L’unico elemento naturale che ne esclude la pratica sono i fulmini in quanto i remi e le imbarcazioni  sono composti di fibra di carbonio e dunque conduttori di elettricità con rischi per l’incolumità degli atleti.

Nella disciplina del canottaggio le imbarcazioni sono composte da equipaggi sempre in numeri pari e quindi possiamo trovare:

-un doppio formato da 2 elementi

-un quattro formato da 4 elementi

– un otto formato da 8 elementi

Esiste solo un’eccezione: l’unico caso in cui abbiamo un solo atleta vogatore è nel singolo.

 

Altra differenza importante è il tipo di remata:

-nella remata di punta abbiamo ogni vogatore con un solo remo

-nella remata di coppia abbiamo ogni vogatore con 2 remi

 

Un elemento aggiuntivo in barca, oltre ai vogatori, è la presenza di un timoniere denominato “Con” che ha il compito di dirigere la barca e di decidere la strategia di azione in acqua per vincere una gara. Il timoniere è un vero e proprio “direttore d’orchestra”, lo stratega del momento, che decide il ritmo con cui l’equipaggio devo remare,  impartisce il ritmo da tenere, stimola e con l’incitamento fa crescere l’adrenalina, l’impegno e la voglia di vincere ai vogatori. E’ il vero e proprio cervello della barca!

In mancanza del timoniere, l’equipaggio è comandato da un capovoga ossia quella figura che si trova fisicamente in barca al primo carrello. Anche il capovoga ha il compito di impartire la sua strategia, di decidere il  ritmo da tenere in base all’azione da compiere. Più sostenuti, intensi e veloci, sono i colpi che i vogatori danno e più la barca viaggia rapidamente a pelo d’acqua. Una strategia efficace deve tener conto di vari fattori inerenti all’equipaggio e alla sua composizione ma anche a fattori esterni come al luogo dove si svolge la gara (canale o mare aperto), agli altri equipaggi presenti, al fattore meteo (come folate improvvise di vento contro o a favore) che può far cambiare la strategia anche durante gara.

Insomma la barca da canottaggio, per quanto semplice sembri vedendola da fuori, è un insieme di forze, ritmi, equilibri, sensibilità ed ascolto che, se ben combinati, possono incidere positivamente sull’ andamento della gara. Potrei definire la barca da canottaggio come un’orchestra dove ogni membro ha un ruolo preciso e dove ogni strumento musicale deve essere ben accordato e tenere il ritmo per creare nell’insieme una perfetta melodia. Per far andare un equipaggio, e qui parliamo di agonismo, ci vuole  lavoro e costanza e l’impegno da metterci non è quantificabile perchè tutti i giorni bisogna allenarsi per migliorare la propria performance. Un tempo migliore significa avere più possibilità in gara di raggiungere il podio.

Il canottaggio poi è rispetto per gli orari: non esistono ritardi nell’inizio dell’allenamento poiché togliere del tempo al gruppo per allenarsi insieme significa gravare sulle tempistiche di vittoria.

Il canottaggio è anche rispetto dei propri compagni: l’impegno deve essere di tutti perché per far andare una barca serve molto tempo, energie e costanza e, quando si raggiunge un determinato equilibrio di gruppo, è difficile sostituire una persona con un’altra perché andrebbe a toccare la sensibilità e l’assieme della barca stessa.

Il canottaggio è uno sport anomalo: è un’ attività di resistenza perché il campo di gara è lungo ma contemporaneamente è una gara di velocità perchè il tempo che ci si impiega a percorrerlo è molto ridotto. Potrei identificare chi fa canottaggio come un mix di atleti: il podista e il sollevatore di pesi perché il movimento da fare è ripetitivo e sempre uguale ma può cambiare di frequenza ed intensità.

 

 

Pierpaolo Narciso