La sicurezza del campo sportivo con rivestimenti e protezioni antitrauma a norma UNI EN 913

La sicurezza del campo sportivo è un requisito da rispettare sempre perché la sicurezza dei giocatori e delle persone in genere che transitano nell’area di gioco deve avere la priorità.

Sempre più spesso le società sportive, gli enti comunali o chi ha in gestione il palazzetto, la palestra o il campo sportivo, richiedono la consulenza di esperti del settore per un sopralluogo per verificare e identificare eventuali criticità dell’area di gioco per poi adottare le opportune azioni di messa in sicurezza.

A richiedere che gli ambienti dedicati allo sport rispettino determinati requisiti di sicurezza sono Enti di promozione sportiva che danno delle direttive da seguire alle società sportive e ai gestori delle strutture.

Identificati quindi gli elementi e le zone che possono rappresentare un pericolo per gli atleti, in base alla loro forma o al loro posizionamento all’interno o a ridosso dell’are di gioco, si vanno a identificare quei rivestimenti e protezioni antitrauma che possono coprire:

all’interno di palazzetti – spigoli, pareti, colonne e pilastri, transenne divisorie, ma anche parti degli impianti sportivi stessi come potrebbero essere i pali dell’ impianto da pallavolo o il tubolare dell’ impianto da pallacanestro;

all’interno di campi sportivi – cordoli, mura perimetrali, pali della luce ma anche parti della recinzione come potrebbero essere i pali di sostegno della rete o i rivestimenti della traversa della porta da calcio e della panchina allenatori.

 

La cosa importante è che questi rivestimenti di protezione rispettino la norma UNI EN 913.

La norma UNI EN 913 specifica i requisiti generali di sicurezza e i metodi di prova per tutti i tipi di attrezzatura da ginnastica destinate ad essere utilizzate sotto la supervisione di una persona competente. La norma non si applica alle altre attrezzature sportive, alle attrezzature per aree da gioco, alle attrezzature fisse di allenamento o alle attrezzature di allenamento educativo. 

Per ottenere la certificazione di assorbimento degli urti di un determinato tipo di protezione, ci si rivolge a degli enti certificatori accreditati che fanno delle specifiche prove su un campione del materiale per poi rilasciare, in caso di rispetto dei requisiti richiesti, il Rapporto di prova nel quale sono indicati i risultati del test. Tale test consiste nel lasciare cadere sul campione di materiale un opportuno “impattatore” accessoriato di un accelerometro e, mediante un dispositivo di monitoraggio, si registra la decelerazione del grave a seguito dell’urto con la struttura. I risultati ottenuti, se rispettano determinati indicatori, permettono di definire tale materiale di rivestimento a norma UNI EN 913.

Entrando poi nello specifico qui quali sono le tipologie di protezione antitrauma che si possono usare, abbiamo in commercio varie soluzioni:
1. materiali che vengono forniti in pannelli e si possono adattare alla superficie direttamente sul posto
2. materiali che vengono forniti già con forma e dimensioni predefinite in fase di realizzazione della protezione

a. materiali che richiedono l’incollaggio alla superficie e quindi restano fissi
b. materiali che si ancorano tramite velcro tasselli e quindi sono amovibili

I. materiali rigidi adatti a rivestire superfici dritte
II. materiali flessibili adatti a rivestire superfici curve

 

Quindi, indipendentemente dal tipo di materiale, dalla sua densità, dall’applicazione che richiede o semplicemente dall’aspetto esteriore del rivestimento, il requisito essenziale che deve possedere è il rispetto della norma UNI EN 913 che garantisce una protezione anti shock e di praticare uno sport in sicurezza.
Faccio presente che, è un diritto da parte del cliente richiedere, a sua tutela e con la fornitura del materiale, La certificazione del prodotto.

 

Pierpaolo Narciso