La funzione dello stretching prima e dopo l’allenamento

L’importanza dello stretching è nota a tutti gli sportivi, siano essi amatoriali o professionisti. Ma esiste una questione sulla quale non tutti sono d’accordo: lo stretching va effettuato prima o dopo l’allenamento? Sicuramente preparare i muscoli e i legamenti ad uno sforzo allenante è importante per permettere e promuovere la flessibilità e l’elasticità di tutte le parti del corpo ma anche per rilassare l’organismo e eliminare stress emotivo e nervosismo pre-allenamento o pre-competizione.

Sono numerosi gli studi scientifici che negli anni che hanno dimostrato gli effetti negativi dello stretching non eseguito correttamente: fare stretching senza rispettare i giusti tempi e i giusti modi produce effetti diametralmente opposti a quelli positivi sopra citati. Altri studi, inoltre, dimostrano come in determinate attività sportive può addirittura peggiorare la performance dell’atleta. Essere più flessibili non vuol dire essere più performanti perché molto spesso una migliore flessibilità può comportare un esposizione maggiore ad eventi traumatici.

Esistono vari tipi di stretching:

Statico: che consiste nell’allungare un muscolo o un distretto muscolare e mantenerne lo stiramento massimo per un determinato tempo, non c’e’ un movimento vero e proprio e si raggiunge la posizione massima di tensione lentamente.

Dinamico: consiste in movimenti oscillatori di arti superiori, inferiori e del tronco effettuati in maniera controllata ma comunque dinamica e veloce per permettere l’allungamento dei muscoli e tendini agonisti e antagonisti.

PNF Propioceptive Neuromuscolar Facilitation (Facilitazione Neuromuscolare Propriocetiva) tecnica che viene utilizzata per migliorare la mobilità articolare Attiva e Passiva. E’ una tecnica utilizzata in ambito riabilitativo e sportivo e consiste nell’assumere una posizione di allungamento muscolare submassimale per qualche secondo, effettuare una contrazione muscolare isometrica cioè  senza movimento dei capi articolari, per poi rilasciare il muscolo ed effettuare un successivo periodo di allungamento .


Quindi, se vogliamo fare stretching che abbia ricadute positive, come dobbiamo fare?

Innanzitutto rivolgervi ad un PROFESSIONISTA che può e deve aiutarvi e consigliarvi come gestire lo stretching in rapporto a quello che e’ il Modello Prestativo dello sport o dell’attività che regolarmente svolgete, sia essa amatoriale come una semplice corsa infrasettimanale o professionista che si allena fino a 2 volte al giorno.

In linea generale, personalmente consiglio di:

  1. eseguire una seduta di stretching completa come forma di allenamento almeno 1-2 volte alla settimana a prescindere dall’intensità e dal tipo della propria attività sportiva
  2. preferire lo stretching dinamico ed eseguirlo come parte integrante del riscaldamento. Sicuramente lo stretching può essere utilizzato come forma di riscaldamento per quelle attività sportive che prevedono delle escursioni articolari importanti e venga utilizzato in maniera dinamica per preparare il corpo, appunto, a movimenti ampi e veloci
  3. utilizzarlo a fine della seduta d’allenamento come defaticamento in maniera attiva e senza arrivare alla massima tensione muscolare perchè andrebbe ad inficiare ancor di più il recupero di un muscolo che ha già subito microtraumi durante l’allenamento e che ha bisogno di essere ossigenato per ricostruire le fibre muscolari

 

 

Dott. Giuseppe Diana

Head Strength and Conditioning Coach