Come abbattere le barriere architettoniche?

Quali azioni si possono mettere in atto per ad abbattere le barriere architettoniche in una struttura di accoglienza per persone con difficoltà motorie?

 

Non deve diventare un luogo comune il fatto che l’ abbattimento delle barriere architettoniche si riduca ad un mero “rispetto della normativa”, ne che l’eliminazione delle barriere architettoniche sia esclusivamente un’ esigenza degli utenti interni di una struttura: abbattere le barriere architettoniche è una priorità richiesta e voluta anche degli utenti e visitatori esterni.

 

La normativa impone tre “requisiti tecnici” relativi agli ambienti in termini di barriere architettoniche:

– Accessibilità

– Visitabilità

– Adattabilità

 

A questi sarebbe doveroso aggiungere, in fase di studio progettuale, due “prerogative”:

– Accoglienza

– Autonomia

 

E’ sufficiente una breve ma attenta analisi delle diverse difficoltà motorie che possono affliggere le varie tipologie di ospiti che frequentano una struttura ricettiva per capire che alcuni piccoli ma fondamentali accorgimenti possono garantire una fruibilità ed una funzionalità ancor maggiore rispetto a quella che può garantire una “semplice” struttura a norma.

La medesima rampa inclinata, pur rispettando il calcolo matematico che ne stabilisce la “congruità” e che può essere adatta per taluni utenti in carrozzina, potrebbe comunque costituire un ostacolo invalicabile in salita (nonchè un pericolo in discesa ) se non intervallata con pianerottoli di sosta, di idonee dimensioni, per chi, oltre alle difficoltà motorie, si trova in una condizione di particolare debolezza fisica.

 

In quest’ottica anche la “larghezza” di una rampa potrebbe costituire una “barriera architettonica” se non idonea da consentire il transito contemporaneamente di due carrozzine. Idealmente, andrebbe poi opportunamente dotata di un corrimano centrale che divida in due la rampa stessa, garantendo due appoggi per entrambi i sensi di marcia, interrompendoli in corrispondenza dei pianerottoli.

 

Inoltre, anche la presenza di tappeti che, seppur di spessori ridotti, per quanto possano essere radenti la superficie di camminamento, se non incassati nello spessore delle piastrelle del pavimento, possono costituire un elemento di inciampo per chi vi transita.

 

Auspicabile poi l’apertura automatizzata di porte che, senza questa accortezza, diventerebbero impossibili da aprire.

 

Non di minore importanza i serramenti esterni che, dovendo garantire una tenuta soprattutto dall’acqua piovana, pur venendo realizzati con soglie esterne o con strutture di battuta perimetrale di minimo ingombro ( piuttosto che di una lama a ghigliottina sul profilo inferiore del serramento consentendo così anche l’eliminazione delle soglie esterne ), possono però ostacolare quegli ospiti che deambulano trascinando i piedi.

 

Se consideriamo, infine, che una struttura possa essere “gestita” da persone con difficoltà motorie, anche una attenta e funzionale impostazione degli impianti può essere considerata propedeutica all’eliminazione delle barriere architettoniche:

– un sistema di gestione dell’illuminazione centralizzato sia delle aree interne che esterne;

– un sistema di gestione e allarme della climatizzazione / riscaldamento centralizzato;

– un sistema di apertura e chiusura dei serramenti elettrificato e centralizzato;

– la presenza di spazi, in particolare nelle zone di accesso che siano ampi e funzionali;

– la realizzazione di impianti elevatori con comandi e pannelli informativi ad altezze consone alle persone in carrozzina e di specchiature laterali e a soffitto che eliminino la sensazione di chiusura;

– la presenza di asciugamani elettrici ad altezza ribassata per agevolare gli utenti in carrozzina che non sono in grado di utilizzare abilmente le mani;

– dimensioni ampie dei locali antibagno oltre che dei servizi igienici, senza tralasciare un corretto studio del senso di apertura delle porte (meglio se scorrevoli);

– la presenza di manopole di chiusura dei servizi igienici di facile utilizzo e di lampade esterne che segnalino il locale “occupato”;

– leve di apertura e chiusura dei rubinetti di modello allungato per utenti impossibilitati ad utilizzare le dita;

– sistemi di apertura dei serramenti con leve manuali o pulsanti automatici ad altezza consona per utenti in carrozzina

 

Si tratta di Interventi che, seppur in prima analisi, possono essere considerati un costo ed un onere per chi li sostiene, di fatto, in termini di ACCOGLIENZA e di OPPORTUNITA’ GESTIONALE, costituiscono un enorme e lungimirante investimento in termine di “tempo”.

Tali interventi, infatti, sono la garanzia di una maggiore “ACCESSIBILITÀ” ed una migliore “ACCOGLIENZA” per quelle persone che, seppur da molti considerate fragili, perseguono e spesso ottengono la loro “AUTONOMIA” che è il loro e il nostro obbiettivo primario.

 

Geom. F. P.